SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La ricordate? Magari qualcuno no, magari chi è più giovane neanche ne conosce l’esistenza e le polemiche che accompagnarono la sua fangosa nascita. Eppure lei è lì: parliamo della cassa, o vasca, di colmata, che giace, è il caso di usare questo verbo, a nord del molo settentrionale del porto di San Benedetto.

All’epoca definita addirittura una “grande opportunità“, dall’anno 2009-10, quando vide la luce, è rimasta tristemente abbandonata, tra sferzate di mare, pioggia e vento. Quello che poteva diventare uno spazio pubblico è rimasto una ex discarica di fanghi d’oltremare o quasi. Nell’indifferenza dell‘amministrazione Gaspari, che si prese il paccotto senza ottenere almeno il pacco dono, e nella totale indifferenza dell’amministrazione Piunti, perfettamente pianeggiante, anche qui, con il suo “chiagn’e fotte alla sambenedettese“.

Ma se da San Benedetto nessuno bussa, si spera invece che in Regione almeno adesso qualcuno si ricordi di quanto degrado è accolto nella “porta d’ingresso nord” della città, appaiata al rudere del Ballarin. E di come con un intervento minimo questo spazio potrebbe svolgere un servizio cittadino importantissimo.

Se a qualcuno interessa. Perché se sta bene che la città si presenti ad un visitatore settentrionale in questo modo, allora ci tacciamo.

Di seguito, un po’ di notizie dal nostro archivio dell’epoca.

 

La cassa di colmata sarà “inertizzata”

Cassa di colmata, scintille fra Gaspari e Ricci

Porto: cassa di colmata ancora da coprire, si attendono i fondi

Capriotti: «Cassa di colmata, una soddisfazione»

Porto: iniziano i lavori per un terzo braccio a nord


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