SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La realizzazione del terzo braccio del porto è un’idea che viene da lontano (piano regolatore del porto del 1968). Dal prossimo mese di febbraio si getteranno le basi per la sua realizzazione nella zona nord dell’area portuale.
La ditta che vincerà la gara d’appalto dei lavori avrà l’incarico di prelevare circa 70mila metri cubi di sabbia dai bassi fondali del porto, un’operazione che avrà tre conseguenze.

La prima è che una parte della sabbia prelevata costituirà la base per il terzo braccio del porto, dedicato al commercio, al turismo e alle imbarcazioni “leggere”. Con la parte restante della sabbia (circa 40mila metri cubi) si farà un’operazione di ripascimento del litorale colpito dal fenomeno dell’erosione marina. Infine si ovvierà al problema del basso fondale del porto, che con il passare degli anni ha reso sempre più difficoltosa la sua navigabilità.
La competenza e gli oneri finanziari dell’operazione sono del Genio Civile Opere Marittime di Ancona. Il bando di gara per l’assegnazione dei lavori è appena stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, fra venti giorni ci sarà l’apertura delle buste e per metà febbraio dovrebbero partire i lavori.
I 30mila metri cubi destinati al terzo braccio verranno stoccati in una cassa di colmata a nord dell’area portuale; la cassa sarà isolata lateralmente e permetterà di far refluire in mare l’acqua facendo sedimentare la sabbia, sulla quale verranno eseguiti degli accertamenti per evitare fenomeni di inquinamento.
La tempistica dei lavori e le esatte modalità logistiche verranno decise dalla ditta che vincerà la gara d’appalto. «Si è fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità e competenze, ora auspichiamo che non si verifichino ritardi», ha affermato il sindaco Gaspari.
«Nelle intenzioni di fine anni sessanta – ha spiegato – il terzo braccio del nostro porto veniva concepito come la porta d’accesso per grandi quantità di merci, da trasportare poi tramite Tir e container. Un modello “pesante” che oggi non è più attuabile, anche perché la città non dispone di grandi arterie viarie per supportare il traffico che si svilupperebbe. La via che abbiamo intrapreso per il porto riguarda attività turistiche e commerciali poco impattanti».
Gaspari ha anche accennato alla “notevole disponibilità” dimostrata dai vertici della Capitaneria di Porto nella prospettiva della realizzazione di uno scalo per catamarani diretti in Croazia.

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