SAN BENEDETTO – Costi di gestione insostenibili, filiere che penalizzano i produttori e un settore che fatica ad attrarre nuove generazioni. Sono i temi emersi ieri al convegno organizzato da Pescagri-CIA, che ha riunito i tre candidati sindaci insieme ai rappresentanti della marineria locale e al professor Gian Luca Gregori dell’Università Politecnica delle Marche. A moderare i lavori Marilena Fusco, direttrice nazionale di Pescagri.
Ad aprire il dibattito è stato Pietro Ricci, rappresentante della marineria sambenedettese, che ha descritto un settore in difficoltà strutturale. Il caro gasolio erode i margini dei pescherecci in assenza di credito d’imposta, mentre crescono anche i costi accessori, dalle casse di polistirolo per il trasporto del pescato alle sanzioni per infrazioni minori che limitano la capacità operativa dei capitani. «Il nostro è un mare ricco», ha detto Ricci, «ma in dieci anni non ci saranno più pescatori». La sala è quasi piena, ma manca qualcuno. Lo dice lo stesso Ricci: «In questa sala non ci sono pescatori. Sono sfiduciati rispetto al sistema».
I candidati sindaci hanno risposto con proposte differenti. Maria Elisa D’Andrea ha indicato come priorità il dragaggio del porto, aggiungendo una proposta sulla governance: affidare la gestione della struttura direttamente ai pescatori, con regole definite. Giorgio Fede ha puntato sulla necessità di fare rete, riconoscendo apertamente le difficoltà del tessuto locale: «Abbiamo scritto la storia della marineria italiana ma non siamo stati capaci di lavorare in squadra». Fede ha anche ripreso il tema delle filiere sollevato dal professor Gregori, sottolineando come oggi il pescatore sia paradossalmente il soggetto meno remunerato dell’intera catena del valore. Nicola Mozzoni ha parlato di investimento nell’università e di valorizzazione del prodotto ittico, chiedendo alle istituzioni un atteggiamento di ascolto verso gli operatori del settore. Ha anche posto una domanda sul posizionamento della città: perché altre realtà portuali riescono a fare del porto un elemento identitario distintivo?
A chiudere i lavori è stato Erri Faccini, presidente di Pescagri, che ha ribadito la necessità di uno sforzo collettivo per valorizzare il prodotto ittico a livello nazionale, definendo il lavoro di squadra un obiettivo difficile ma imprescindibile.

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