SAN BENEDETTO – La proroga del finanziamento Pnrr per l’ex stadio Ballarin alla fine del 2027, ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla giunta Mozzoni e all’intera comunità sambenedettese, scongiurando un taglio dei fondi che avrebbe rappresentato una condanna definitiva per il cantiere, che negli ultimi mesi ha faticato a decollare.

Sbloccata la questione economica, la priorità diventa ora la chiarezza verso i cittadini. Con la garanzia delle risorse (2,4 milioni di euro per riqualificazione e rigenerazione urbana), la città si chiede quale destino attenda un luogo così identitario e caro a San Benedetto.

Restano aperti gli interrogativi cruciali sul progetto:

  • Il famigerato “tappo” urbanistico, tanto citato in campagna elettorale, verrà finalmente rimosso o rimarrà invariato?
  • In che misura le somme recuperate riusciranno a coprire l’intero quadro economico dell’opera?
  • Come potrà un parco in quella zona della città risultare davvero fruibile per le famiglie in termini di parcheggi e accessibilità? Peraltro considerando che già una pineta con area giochi è presente a poche decine di metri di distanza.

Domande indispensabili per rendere la popolazione partecipe e consapevole del futuro del Ballarin, evitando che, tra una revisione e l’altra del progetto, gli elementi chiave della riqualificazione finiscano per perdersi per strada.