SAN BENEDETTO– Il Comune di San Benedetto del Tronto è intervenuto formalmente sulla procedura di selezione pubblica avviata dal C.A.A.M. S.p.A. (Centro Agro-Alimentare delle Marche), la società a partecipazione pubblica che gestisce le strutture agroalimentari del territorio con sede in Via Valle Piana.

Con una nota inviata a mezzo PEC in data 1° settembre 2026, il Sindaco Nicola Mozzoni, in qualità di rappresentante dell’ente che detiene la maggioranza relativa delle quote societarie, ha rivolto un invito ufficiale al Consiglio di Amministrazione della società. La missiva è stata indirizzata anche, per conoscenza, al Presidente della Regione Marche e al Segretario Generale della Regione, dott. Mario Becchetti.
Nel documento, il primo cittadino ha motivato la richiesta di stop facendo riferimento all’imminente scadenza dell’attuale organo amministrativo. Il Sindaco ha scritto testualmente: “In qualità di socio di maggioranza relativa della società, considerato che il Consiglio di Amministrazione sarà oggetto di rinnovo nelle prossime settimane e alla luce delle criticità riscontrate in relazione all’avviso di selezione pubblica bandito in data 11 agosto 2026, Vi invitiamo a valutare l’opportunità di sospendere o ritirare la procedura in essere, rinviando ogni ulteriore determinazione alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione”.
L’intervento istituzionale del Comune si inserisce in un quadro di attenzione già manifestato a livello politico. Nei giorni precedenti, infatti, sollecitazioni analoghe volte a congelare le procedure assunzionali strutturali in attesa del nuovo insediamento erano già state espresse da rappresentanti di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e del Partito Socialista Italiano (PSI).
Il gruppo Consiliare aveva   evidenziato l’opportunità di applicare un principio di prudenza amministrativa, suggerendo di rimandare le decisioni di lungo periodo sul personale al futuro Consiglio di Amministrazione, che potrà definire gli indirizzi strategici della società con un mandato pieno e aggiornato.
La palla passa ora agli organi competenti del C.A.A.M., chiamati a valutare la richiesta di sospensione in autotutela avanzata dal socio di maggioranza.