TERAMO – Circa 5.500 euro. E’ una somma di tutto rispetto quella raccolta giovedì sera a Teramo nella cena di beneficenza per il centro antiviolenza La Fenice. Una somma che è destinata a crescere ulteriormente, poiché nei prossimi giorni sono previste altre donazioni.

Circa 200 le persone che hanno aderito alla serata di solidarietà: cittadini, politici, rappresentanti delle forze dell’ordine, associazioni, enti, che hanno voluto contribuire attivamente alla riapertura della Fenice. Una cena che ha concluso una giornata dedicata interamente al centro antiviolenza e organizzata dalla Commissione provinciale Pari Opportunità, dalla consigliera di parità Anna Pompili e dalla Cpo dell’Università di Teramo, con un’ampia campagna di sensibilizzazione a cui ha risposto un intero territorio.

Nel corso del convegno “La violenza di genere e i suoi volti” tenutosi nella mattinata di giovedì presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione e a cui hanno partecipato numerose associazioni e rappresentanti delle istituzioni, è stato assegnato il premio “Donne in prima linea” a tre donne che si sono contraddistinte nella lotta all’illegalità e alle forme di sopraffazione e discriminazione: il questore di Teramo Amalia Di Ruocco, il sostituto procuratore Laura Colica, il capo Area Trattamentale del carcere di Castrogno Elisabetta Santolamazza. Un convegno per promuovere dibattito e riflessione, a cui è seguito in serata l’aspetto concreto della raccolta fondi con cui riaprire il centro e riattivare i servizi per le donne vittime di violenza.
“Ora aspettiamo che dalle parole si passi finalmente ai fatti – ha affermato la presidente della Cpo provinciale Desiree Del Giovine –. La politica si attivi per ripristinare al più presto il servizio. Siamo in attesa che venga indicata una  data precisa”.

La Provincia di Teramo, cui fa riferimento il servizio, dovrà rimettere in moto l’iter amministrativo per la riapertura della Fenice, ma resta pur sempre l’incognita di come assicurare il servizio a lungo termine.

Alla cena di beneficenza erano presenti i sindaci e gli amministratori di 6 Comuni: Teramo, Giulianova, Colonnella, Castellalto, Pietracamela, Bellante, che hanno manifestato interessamento al problema. Ma è ben poca cosa se si pensa all’appello rivolto a tutti i 47 sindaci per la ripartizione dei 35mila euro annui necessari al centro, in considerazione del fatto che la struttura è provinciale ed è a disposizione delle donne di tutti i Comuni. Un’adesione collettiva e la stipula di un piano pluriennale permetterebbero infatti di risolvere definitivamente il problema, assicurando il servizio al territorio. L’appello però è ancora in attesa di risposte concrete.

Per ora intanto le numerose “Donne in prima linea” che si sono impegnate nella raccolta fondi si aspettano, con la riapertura del centro, la concretizzazione dei risultati fin qui ottenuti. Garantirne la continuità nel tempo sarà il successivo ostacolo che la politica (regionale, provinciale, dei singoli Comuni) dovrà dimostrare di saper superare.

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