SAN BENEDETTO – San Benedetto del Tronto perde una delle sue figure artistiche più originali. Marcello Sgattoni, scultore nato il 21 gennaio 1935 in Valle del Forno, è morto all’età di 91 anni.

Sgattoni si formò per un decennio sotto la guida del pittore Armando Marchegiani, ma amava ricordare che la sua vera scuola furono la strada e la natura, il torrente Albula dove da ragazzo pescava rane e anguille. A venticinque anni tentò l’esperienza milanese, entrando in contatto con le avanguardie artistiche del tempo, ma la metropoli non fece per lui: gli mancavano la terra e il profumo delle erbe selvatiche.

Tornato nelle Marche, sviluppò un linguaggio scultoreo fatto di materiali poveri e di recupero: zolle, legno, pietre, fascine, mattoni, pezzi di vecchie auto e imbarcazioni, uniti a ferro, cemento e terracotta. Nelle sue opere tornavano temi come la violenza dell’uomo sulla natura e la fatica dei rapporti umani nella società contemporanea.

Con gli anni scelse un progressivo isolamento dalle manifestazioni ufficiali dell’arte, fino a un quasi totale ritiro. Sulla collina di Barattelle diede vita alla Pietraia dei Poeti, il museo a cielo aperto costruito sul terreno che coltivava, diventando lo “scultore-contadino” per cui la comunità lo ricorderà. Sue anche diverse opere pubbliche in città, tra cui il monumento al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e la fontana “Fonte della Vita”.

Con la sua arte e la sua originalità, Sgattoni aveva reso speciale anche la diciassettesima puntata di Culturando, quando Riviera Oggi lo aveva incontrato proprio alla Pietraia dei Poeti, sopra San Benedetto, nella zona di Santa Lucia. Lo scultore, estroso e disponibile, aveva guidato la redazione tra le sue opere, raccontando come nascevano e cosa le animava. Indicando il panorama che si apriva sulla valle sottostante, aveva detto: “L’infinito non sta a Recanati! È qui l’infinito”.

In quell’occasione Sgattoni si era raccontato con parole che restano tra le più intense mai raccolte su di lui:

“Io non sono mai nato, non esisto perché non mi trovo in mezzo a voi, non ci sto bene in mezzo a voi, io sono diverso. Sono stato cacciato dalla scuola perché davo fastidio in quarta elementare e poi non ci sono più tornato”.

Parole in cui affiorava anche un certo rammarico per un talento che, a suo giudizio, non era stato compreso fino in fondo nemmeno dai suoi concittadini.

Le esequie verranno svolte presso la Chiesa di San Benedetto Martire al Paese Alto, sabato 8 agosto alle 11.