SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Forse non sapremo mai in che modo un souvenir di San Benedetto del Tronto sia finito negli studi di (Ah)iPiroso, ma in cambio abbiamo scoperto chi quegli oggetti ha avuto l’idea di produrli e di metterli in commercio. La mente si chiama Francesco Del Zompo e lavora nell’azienda sambenedettese Poliedro Design: “Quella che mostrano a La7 è la mia statuetta”, garantisce. “Riconosco la tecnica. Ai lati si vedono delle bruciature, è lo stile che uso io”.

L’oggetto in questione, come detto, riproduce l’opera di Ugo Nespolo, “Lavorare lavorare lavorare, preferisco il rumore del mare” ed è nato in totale accordo con il suo creatore. “Non ci sono problemi di diritti, Ugo sa quello che faccio. Trattasi di una sperimentazione, di un gioco, nulla di più. Sarei anzi felice se con il suo supporto si potesse allargare il bacino. Per ora il fenomeno è assolutamente limitato”. A dirla in cifre si aggira sui 200 pezzi l’anno venduti, con solo quell’effige su pasta di legno ed alta 15 centimetri capace tuttavia di colpire il cuore dei compratori. “E’ l’unica scultura che gode di successo. Creai il magnete dello Sberleffo, ma non vendette nemmeno un esemplare”. Il costo si aggira sui 7 euro e, garantisce Del Zompo, i turisti ne vanno pazzi: “Nonostante il mio negozio non sia in centro, la gente che è di passaggio in Riviera l’acquista con piacere. Mi ricordo una coppia australiana che la portò via entusiasta. E’ un prodotto su cui si può puntare, esteticamente è gradevole, piace molto”.

E piacque decisamente a Domenico Mozzoni, che da assessore al Turismo ordinò nel 2006 ben cento kit promozionali con all’interno la riproposizione di varie “icone” locali, tra cui oltre a “Lavorare…” spiccava pure il mini-monumento di Mark Kostabi di Viale Secondo Moretti, un portachiavi, un magnete illustrato, piantine e foto della città ed un piccolo puzzle paesaggistico di 120 tessere: “Il Comune li distribuì. Speravamo nel proseguo dell’esperimento, invece l’esperienza si fermò lì. Lo considero ancora oggi un modo nuovo e innovativo per farci conoscere al di fuori della nostra realtà”.

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