PESCARA – Si è concluso ieri mercoledì 10 settembre presso il Tribunale di Pescara l’incidente probatorio in cui è stato ascoltato Vincenzo Angelini, alla presenza dei magistrati Trifuoggi, Belelli e Di Florio. Nelle due giornate tra martedì e mercoledì in cui si è tenuta l’udienza, Angelini ha parlato per ben 10 ore, rispondendo colpo su colpo ai Pm e fornendo cifre, date e luoghi.

Negli ultimi minuti dell’interrogatorio di ieri, Angelini ha aggiunto altri particolari alla vicenda, poiché avrebbe fatto il nome di politici nazionali coinvolti nel giro di tangenti e ha tirato in ballo anche il nome dell’ex segretario dei Ds Piero Fassino e del fratello di Gianfranco Fini, il dirigente sanitario Massimo Fini.

In base alla deposizione, nell’agosto 2007 Fassino in un incontro a Roma con Del Turco avrebbe caldeggiato l’accreditamento di 25 posti letto nella clinica San Raffaele di Sulmona, appartenente al gruppo Tosinvest. Il passaggio sarebbe stato spiegato ad Angelini da Lamberto Quarta, in quanto il re delle cliniche private si lamentava del fatto che a lui i posti letto venivano tagliati e invece in quella piccola clinica venivano aumentati. Nella deposizione vengono tirati in ballo anche Antonio Angelucci, deputato del Pdl, editore dei quotidiani Libero e Il Riformista e titolare della clinica San Raffaele, e Massimo Fini, dirigente sanitario della struttura.

Ma Angelini lancia nuovi strali anche contro Enrico Paolini, presidente vicario della giunta regionale e l’imprenditore-rivale della sanità privata, Luigi Pierangeli.

Infine c’è stata l’ammissione di aver pagato 500 mila euro a Forza Italia, mentre una cifra inferiore gli era stata chiesta anche da Alleanza Nazionale.

Oggi l’incidente probatorio è sospeso e riprenderà domani venerdì 12: il re delle cliniche private sarà interrogato stavolta dai legali degli accusati, tra cui Ottaviano Del Turco.

L’ordine delle domande sarà stabilito dal gip Maria Michela Di Fine e dalle parti.

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