SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In qualche modo è uno dei quartieri più storici di San Benedetto: abbarbicato attorno all’area del parco della Villa Guelfa, ha il suo simbolo nella Torre Guelfa e prende il nome dall’antica via che collegava Roma al mare Adriatico. Ma come quella torre, e come la Caserma sono malmessi (addirittura la torre sembra sorretta grazie ad un albero cresciuto al suo interno), così anche il quartiere Salaria, compreso tra l’incrocio della Strada Salaria con la Statale 16, ha qualche problemino. Ne abbiamo parlato, nel nostro “viaggio nei quartieri”, con il presidente del comitato Marco Laudi e il suo vice Gabriele Marcozzi.

“Uno dei problemi che ci trasciniamo da tempo – afferma Laudi, diventato presidente dopo il rinnovo del comitato nel novembre 2017 – è quello della lottizzazione di via Manzini e via Tosatti. Purtroppo le imprese edili che hanno costruito l’area hanno poi avuto dei problemi economici e alla fine le abitazioni dell’area hanno l’abitabilità ma non l’agibilità. Questo si ripercuote sia sul loro valore che su alcuni servizi che sarebbero dovuti spettare ai costruttori e che adesso nessuno si prende la briga di realizzare”.

Via Manzini

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Laudi si riferisce all’insieme di appartamenti, edificati all’inizio degli anni Duemila, e che avrebbero bisogno di un esborso limitato in termini assoluti, circa nove mila euro, da dividere tra circa 200 famiglie. Tuttavia, essendo denaro non di competenza degli attuali residenti, c’è chi si oppone e così l’area continua ad essere in una situazione sospesa: “Ne abbiamo parlato con l’amministrazione comunale e gli assessori Andrea Assenti e Andrea Traini. Forse la soluzione potrebbe essere quella di una consultazione tra tutti i residenti delle due vie per sapere quale soluzione adottare. Questo sarebbe anche il nostro ultimo tentativo poiché, se non si arrivasse ad un accordo, per noi la questione diventerebbe privata”.

Intanto c’è un muretto che divide le due vie e che crea una ulteriore frizione tra i residenti: c’è chi lo vorrebbe rimuovere, in modo da permettere una circolazione stradale più ordinata, e chi invece chiede che resti perché, quando ha acquistato casa, quelle erano le condizioni.

Il muretto che divide via Tosatti da via Manzini

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“Un altro problema è quello dei rifiuti. In questi ultimi anni, non sappiamo perché, ma la gestione del ritiro in questi ultimi anni è diventata più complicata con alcuni disservizi. Vero è anche che ci troviamo di fronte a comportamenti incivili e il giardino posto in fondo a via Trasatti spesso diviene luogo dove vengono gettati rifiuti di ogni tipo” commentano Laudi e Marcozzi.

Sotto, il parco in via Manzini, sullo sfondo monte Cretaccio

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Il Quartiere ha un suo spazio verde che è tra i più grandi della città: il parchetto Salaria, al fianco del quale vi è anche il chiostro gestito dall’associazione La Giarda dove, d’estate, si tiene la festa del quartiere: “Con il Comune stiamo cercando di ottenere una recinzione di questo spazio, per due motivi. Innanzitutto si eviterebbe che chiunque, di notte, entrasse all’interno: non si sono segnalati mai episodi di cronaca, anche se un maggiore controllo sarebbe utile a tranquillizzare i frequentatori. Inoltre la recinzione consentirebbe anche di sfruttare meglio quest’area per far giocare i bambini, magari con la palla, mentre adesso si rischia che la palla vada sulla strada Salaria. Il costo della recinzione dovrebbe essere di 15 mila euro: se noi del quartiere riuscissimo ad accumulare una parte di questa somma, l’Amministrazione Comunale potrebbe partecipare al resto”.

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I quartieri si occupano spesso di problemi relativi alla cattiva viabilità: anche qui nel quartiere Salaria ci sono delle lamentele?

“Nel gomito formato da via Buonarroti e via Curiel osserviamo una velocità delle automobili troppo alta per l’ampiezza limitata della strada. Lì ci si infila per superare il semaforo sulla Statale. Come sulla Salaria, servirebbero dei dossi che limitassero la velocità, anche se sembra che ora non si possano più mettere. Abbiamo però bisogno di qualcosa che renda più sicuro quelle strade. In particolare sarebbe necessario un passaggio pedonale protetto che consenta di attraversare la Salaria per recarsi nel parco giochi che è nel quartiere Agraria, dall’altra parte della strada. Così come è adesso è troppo pericoloso”.

Porto d’Ascoli vista da via Caserma Guelfa

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Qual è la situazione dell’ex Ostello?

“Stiamo studiando la situazione per sapere come si può intervenire. Non è possibile lasciare una struttura di quel genere in un posto così transitato in uno stato di abbandono e degrado tanto evidente. Qualcosa andrà fatto. Sarebbe bello riconvertire la palazzina ad un uso pubblico per attività sociali e culturali di quartiere e non solo”.

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Qual è il vostro rapporto con l’Amministrazione Comunale?

“Un anno fa, poco dopo il nostro insediamento, ci siamo incontrati con gli assessori Assenti e Traini e abbiamo fatto presente alcune delle criticità dell’area. Devo dire che il nuovo sistema di segnalazioni City Work, presentato un paio di mesi fa, non ci sembra efficiente e non ci dà la possibilità, come invece spiegato inizialmente, di conoscere a quale punto si trova l’iter rispetto alla segnalazione fatta. Esistono troppi modi per far giungere le proteste dei cittadini: attraverso il classico protocollo, parlando con un assessore, con un funzionario, con la Pec del quartiere, City Work. Ci sembra che tutto ciò alimenti confusione anziché semplicifare le cose”.

Caserma Guelfa, il Comitato Salaria scende in campo: “Assemblea pubblica a marzo”. VIDEO

In merito alla situazione della Caserma Guelfa e dello stato del parco, Laudi ci ha rilasciato una intervista video nella quale anticipa che un’assemblea ad hoc si svolgerà nel mese di marzo. Ha inoltre aggiunto: “Sarebbe bello gestire quell’area per organizzare concerti, eventi teatrali anche nel chiostro della Caserma Guelfa”. Intanto però alcuni residenti della zona segnalano il crollo di un solaio dalla torre nord-ovest della Caserma, il tutto nell’indifferenza sostanziale di chi potrebbe e dovrebbe impedire un pericolo costante per chi transita quotidianamente a ridosso della stessa.

La luce all’interno della torretta nord-ovest della Caserma Guelfa testimonia del probabile crollo del solaio

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Il rudere ormai della Torre Guelfa

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