Fatti sì, chiacchiere no – Da alcuni giorni assisto a pochi fatti e troppi rumors che servono solo a confondere le idee ai cittadini. L’ultimo – o forse il penultimo – riguarda quanto sta accadendo all’interno della coalizione di centrodestra che sostiene l’imprenditore alberghiero Nicola Mozzoni.
Resto del parere che Mozzoni avrebbe fatto bene a proseguire da solo, in un percorso civico, magari coalizzandosi con l’altro ‘civico’ Luigi Anelli. Chi lo ha scelto, invece, ha fatto della politica un mestiere e rischia di limitarne l’autonomia. Tra questi, non manca chi in passato ha sempre detto: “Mai più sindaci civici!”.
Difficile dargli torto, visto che Antonio Spazzafumo e, prima ancora, Domenico Martinelli – eletto con una coalizione di centrodestra, battendo il padre di Nicola scelto dal centrosinistra – sono gli unici che non hanno concluso il mandato da quando è entrata in vigore la nuova legge sui primi cittadini. Sarebbe più corretto, però, chiedersi perché accade?
È evidente che chi non viene dalla politica, magari spinto dalla legittima ambizione di diventare sindaco, è convinto di poter resistere alle pressioni di chi, invece, la politica la pratica da sempre, spesso considerandola un mestiere. Quale non dovrebbe essere. Al contrario solitamente i civici basano la loro forza proprio su questo: non dipendere dalla politica per vivere. È stato così per Martinelli, per Spazzafumo e oggi per Mozzoni se sarà eletto.
Tornando all’attualità, a proposito di rumors, mi riferisco alla vicenda di sabato 25 aprile che ha coinvolto la lista di Forza Italia e lo stesso Mozzoni. Un episodio che, paradossalmente, ha alleggerito una mia preoccupazione: quella di un sindaco con le mani legate, incapace di portare avanti le proprie intenzioni.
Nel video diventato virale, Mozzoni accusa di tradimento chi gli avrebbe presentato, all’ultimo momento, una lista diversa da quella conosciuta. Lo ha fatto con una forza che, se confermata, potrebbe essere un segnale positivo per il futuro rapporto con gli alleati più esperti. Tanto più mi rifiuto di credere a chi ritiene (gossip!) che quelle parole non fossero farina del suo sacco. Il tempo, come sempre, sarà il miglior giudice.
Credo anche che Mozzoni non sia un bugiardo. Me lo fa credere la dichiarazione di chi sostiene che nessuna legge preveda che il candidato debba conoscere i nomi di chi lo sostiene, né tantomeno poterli scegliere. Forse il buon senso sì!
Un’affermazione che, al di là degli aspetti normativi, lascia aperta una questione ben più importante: quella della trasparenza verso i cittadini.
PS Riviera Oggi e Piceno Oggi hanno molto a cuore il problema della salute e quindi di cosa sta accadendo sulla Sanità del Piceno. Per parlarne abbiamo reso pubblico il pensiero di un grande esperto del settore (Claudio Maria Maffei), di Alfredo Gazzoli (urbanistica) e di Fabio Urbinati (promotore convinto della necessità di un ospedale unico come il sottoscritto). Adesso ci piacerebbe ospitare una voce contraria, per esempio Andrea Assenti in qualità di consigliere regionale eletto dai sambenedettesi. Lo prenda come invito o chi per lui.

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