Si legga l’articolo de Il Sole 24 Ore pubblicato pochi minuti fa: “Hollande: la Francia è in emergenza economica, piano di 2 miliardi contro la disoccupazione

In particolare il Presidente della Repubblica francese dice che la lotta alla disoccupazione è l’unica che conta oltre alla sicurezza. Per cui non si ricandiderebbe, fra un anno, alla guida dell’Eliseo se i dati sulla disoccupazione non miglioreranno. Oggi la Francia ha una disoccupazione in stile italiano, del 10,4%.

Il piano di Hollande sarebbe in 7 punti e, tra questi, l’obiettivo di “formare” 500 mila disoccupati con 1 miliardo stanziato (quindi un impegno in formazione di circa 2 mila euro per ciascun disoccupato).

Hollande è un socialista sulla carta, ma nei fatti un socialista contabile, quindi un socialista del marketing e un neoconservatore. Un tipico politico dell’epoca liquida.

Da dove arrivano questi 2 miliardi per i disoccupati francesi? Se la Bce sta regalando al sistema finanziario continentale 720 miliardi di euro, creati dal nulla, all’anno, sicuramente 2 miliardi dovrebbero spettare alle politiche a favore dei disoccupati francesi. Questo sì che sarebbe socialismo: creazione di ricchezza ex novo a favore dei più poveri.

Ma non è così.

Il socialista contabile assicura che i 2 miliardi “non arriveranno da nuove tasse” ma da “tagli alla spesa e ai servizi”.

Quindi il disoccupato pagherà magari un servizio sanitario 30 euro anziché 10, la retta della scuola del figlio 100 euro anziché 70, il biglietto del bus 1,50 anziché 1,20. In cambio di questo sarà “formato”. Formato a produrre cosa, se il problema francese ed europeo non è nella difficoltà di produrre, ma nella mancanza di acquisto a causa proprio di alte tasse e bassa spesa pubblica in rapporto?

In Italia idiozie simili si sono viste con il Jobs Act, imposto a Renzi dalla Troika accompagnata dalla grande stampa e dai vecchi politici e soloni (qui mio articolo del 16 settembre 2014). Spiegare la relazione tra facilità di licenziare e aumento della ricchezza e dei consumi è più difficile da dimostrare del miracolo di San Gennaro. E infatti proprio Repubblica arriva ad accumunare il Jobs Act alle misure di Hollande.

Sono tutti accerchiati da consulenti che credono al mercato come un dio da venerare, e soprattutto obbediscono ai telecomandi di tasti premuti a Bruxelles, Francoforte quando non alla City o Wall Street.

 

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