SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Andrea Assenti contro tutti. Il clima nel centrodestra è più rovente che mai, dopo le critiche espresse da Luigi De Scrilli, componente del coordinamento comunale di Forza Italia.

Un pugno nello stomaco inatteso e doloroso, proprio perché sferrato da un membro della squadra azzurra. “Non capisco – esordisce il segretario provinciale berlusconiano – dentro il coordinamento sono stati effettuati tutti i passaggi e le parole di De Scrilli non rappresentano il partito. Le smentisco categoricamente. Il convegno al Calabresi e quello di sabato scorso sono stati avallati da tutti, siamo sempre stati uniti su Piunti. Luigi avrebbe potuto intervenire dentro Forza Italia, anziché fare esternazioni sulla stampa”.

Assenti rivendica la compattezza della sua squadra: “Abbiamo già 75 candidati reali e tre liste pronte”. Il riferimento, oltre a Forza Italia, è alla civica Siamo San Benedetto’ e al tradizionale listone a supporto del candidato sindaco.

Il campo inevitabilmente si allarga agli alleati, visto che il cammino indipendente di Piunti era stato stigmatizzato pure da Fratelli d’Italia. Assenti a questo punto rispolvera la nota del 9 novembre del portavoce regionale dei meloniani Carlo Ciccioli che indicava due strade possibili: primarie o terzo nome.

“Replicai immediatamente con un mio comunicato – ricorda il consigliere comunale – lì ribadivo la contrarietà alle primarie, ma l’assoluta disponibilità a valutare l’idea di un terzo nome se questo fosse stato migliore del nostro. Nessuno si è espresso. Attendo ancora una risposta da Barbara Sanavia. Cosa dovremmo fare? Subire passivamente e tenere al calduccio Piunti impedendogli di incontrare gli elettori? Fra tre settimane è Natale, non possiamo aspettare in eterno. Se non arriverà una comunicazione, riproporremo con più forza il nome di Pasqualino; tra Piunti e De Vecchis crediamo che il più forte per capacità attrattiva sia il primo. Chiedo ufficialmente a Fratelli d’Italia di rispondere. Ci dicano questo terzo nome, se esiste. La verità è che non ce l’hanno e accusano noi di isolarci”.

Di primarie invece guai a parlarne. “Piunti le vincerebbe, ma è sbagliata la modalità – osserva il segretario – non ci si arriva attraverso un ricatto. Si esige di coinvolgere una città dove non c’è la cultura di questa pratica e nemmeno esiste l’autorizzazione della direzione nazionale”.

Inoltre, manca la garanzia dell’eventuale riconoscimento della leadership da parte degli alleati qualora lo stesso Piunti dovesse imporsi. A testimoniarlo è un altro passaggio di Assenti: “Ci sono persone pronte ad una guerra santa pur di far perdere questa classe dirigente. Dove sono state per cinque anni? Non hanno portato la barca e adesso che ci sono le elezioni si rifanno vive predicando unità. Io non voglio una spaccatura, ma voglio sapere una volta per tutte che cavallo appoggiano”.

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