SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La sentenza del Tar? Come parlare del sesso degli angeli”. Giovanni Gaspari snobba la sentenza del Tribunale Amministrativo che lo scorso 9 gennaio ha dichiarato illegittima la delibera sul progetto del distributore di benzina approvata dal Consiglio Comunale il 26 novembre 2012. “L’esito è incomprensibile, ma siccome è inefficace noi nemmeno ci appelleremo. Esistono più livelli di giustizia in Italia, il Consiglio di Stato avrebbe ribaltato completamente la sentenza. Ne sono assolutamente certo”.

Discorso chiuso, almeno per il sindaco: “Non mi interessa più, ai fini dell’efficacia un ricorso sarebbe nullo, gli Uffici devono lavorare su altro. Oggi siamo a gennaio 2014, per l’amministrazione le cose vanno avanti, qualcuno vorrebbe rimanere al novembre 2012”.

Ed è qui che si va incontro ad un corto circuito tutto politico. La giunta infatti corresse in corsa il documento, eliminando proprio i paletti che invitavano alla gara solo le aziende “no-logo”, escludendo a priori le altre. Decisione impedita dalle norme sulla libera concorrenza, visto che il basso costo del carburante non comporta l’automatico allontanamento delle grandi ditte. Il bando, andato successivamente deserto, si basò pertanto su un atto che smentiva il primo, oggi bocciato pure dal Tar. Un consulto al Consiglio di Stato avrebbe quindi comportato non solo un tentativo di smentita delle conclusioni del Tribunale Regionale, ma anche degli stessi assessori.

Gaspari glissa, afferma di aver spiegato abbondantemente l’evolversi della vicenda. E accusa: “Capisco che ci sia ostilità verso questa amministrazione, però fatevene una ragione. Quando incontro la stampa ho la sensazione di avere una controparte politica”.

Il primo cittadino non cita mai apertamente Emili e Pezzuoli e smentisce categoricamente che il Pd sia subalterno alla squadra di governo: “I partiti e gli esecutivi non sono la stessa cosa. Accadeva nell’Unione Sovietica, siamo andati avanti nel frattempo. Si è appiattiti se tutti i giorni non si critica sulla stampa o se non si lanciano diktat e ritorsioni? Ci sono i luoghi del dibattito e i luoghi della sintesi”.

La settimana scorsa i democratici hanno stipulato un nuovo patto con i Socialisti, realizzando un crono-programma bis da qui al 2016. “I partiti riflettono, ragionano, non per forza su oggi e per l’oggi. Si sta discutendo per un progetto che veda il centrosinistra unito e che possa governare dal 2016 al 2021. Molti interventi citati sono già nelle nostre intenzioni. La possibilità di concretizzarli sarà visibile con la votazione del Bilancio di Previsione”.

L’ostacolo? Sempre il patto di stabilità, che impatta per 6,2 milioni. “Il Comune deve accantonare tale cifra. Una volta superata si può iniziare con gli investimenti, è giusto che si sappia. Fortunatamente potremo lavorare in Bilancio di Cassa, aspettiamo che il Ministero ci informi di quanto sarà abbattuto il patto di stabilità sulla procedura”. L’ottimismo è comunque palpabile: “Il 2014 sarà un anno vivace – assicura il sindaco – diversi lavori vedranno la luce, altri verranno conclusi. Abbiamo firmato il contratto per il sottopasso di Via Pasubio e a febbraio potrebbe arrivare il pontone per effettuare i carotaggi legati all’opera del pennello sull’Albula. Oltre al pennello abbiamo interesse a procedere anche all’escavo del porto. C’è piena sintonia con la Capitaneria”.

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