SAN BENEDETTO – Dal 13 giugno 2025, la Sambenedettese è tornata ufficialmente nel calcio professionistico, avendo ricevuto l’ok della Covisoc. Eppure, le prime mosse societarie di questi giorni stanno rivelando dinamiche ancorate a una gestione dilettantistica e non all’altezza della categoria in cui ci accingiamo a partecipare.
La questione dei rinnovi contrattuali è esemplare. Apprendiamo, e non da fonti riservate, ma direttamente dalle dichiarazioni pubbliche (e sottolineo, pubbliche!) del presidente Vittorio Massi, che alcuni dei pilastri della scorsa stagione non avrebbero mostrato, citiamo testualmente, “il giusto attaccamento alla maglia“. Massi ha esplicitamente accusato giocatori esperti come Candellori ed Eusepi, di scarso attaccamento ai colori rossoblu (certamente l’hanno dimostrato in campo, che è l’aspetto principale per la tifoseria) per aver rifiutato di spalmare i loro contratti su più anni. Anche se non è ben chiaro come e perché.
E’ questo il modo di affrontare il ritorno al professionismo? La gestione dei rinnovi contrattuali andrebbe discussa con i giocatori stessi e non sbandierata tramite critiche pubbliche sui giornali. E anzichè usare certa stampa come proprio megafono, senza un minimo contraddittorio, sarebbe più opportuna la convocazione di una conferenza stampa, dando la possibilità ai giornalisti (noi compresi, se possibile) di chiedere spiegazioni. Perchè, con certe dichiarazioni, si rischia solo di complicare le trattative, minando l’equilibrio interno dello spogliatoio e dei giocatori cardine ancor prima che il campionato cominci.
Il calciomercato è agli inizi e la piazza attende nuovi innesti di categoria dopo i giovani Tourè e Cultraro. Ma ci auguriamo che la campagna acquisti sia meno “social” e più concreta. Soprattutto, non dilettantistica ma professionistica, anche nel modo di comunicare.

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Effettivamente stavolta il presidente non si è mosso bene e non ci ha fatto una bella figura. Intanto è facile da capire che uno non accetti di ridursi lo stipendio. E’ chiaro che ci possa essere chi lo faccia, ma se uno non lo accettasse, andrebbe rispettata la decisione. Non andrebbe nemmeno messa in relazione all’attaccamento alla maglia, perché è fuori luogo e non è neanche vero nel caso specifico, visto il campionato fatto dai due giocatori. Ci parli, glielo spieghi, sapendo che qualcuno non possa accettarlo. Punto. E’ tuo diritto e dovere provarci, come è un diritto accettarlo o… Leggi il resto »
Mi elenchi quando gli siamo stati contro contravvenendo al nostro dovere di giornalisti che hanno il sacrosanto dovere di essere i guardiani del potere. Magari un solo caso. Ci pensi. Grazie.
Lei evidentemente fa un altro mestiere.
Guardiani del potere proprio i giornalisti non se lo possono dire. Sono una piccola minoranza in Italia quelli che lo fanno e neanche benissimo. Un po’ diverso per i giornali locali di piccole città come San Benedetto, ma poi si tende a personalizzare troppo. Ma questo è anche umano. Io non sono un giornalista, ma se vi dico che si vede che Massi vi sta sullo stomaco, può fidarsi. Primo perché si vede. Secondo perché questo lo pensano tutte le persone che conosco e che vi leggono. Qualcosa vorrà pur dire. O no? E’ inutile dire mi porti una prova,… Leggi il resto »
“Facevano capire una certa avversione”, forse si riferisce allo Store che, unico caso nel mondo, è gestito con i relativi incassi da una società privata e non da chi concede il marchio? “Si vede che Massi vi sta sullo stomaco“, è esattamente il contrario e dovrebbe capire il perchè. “Articoli che facevano capire una certa avversione“, me ne indichi uno. Riviera Oggi non cavalca niente e mai lo farà. Lei sta totalmente fuori strada. le ho chiesto di indicarmi un articolo, anche uno solo, e come risposta ho ottenuto chiacchiere da bar e tanta vaghezza. Noi possiamo dire tranquillamente e… Leggi il resto »