SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Stiamo parlando del nulla, nessuno ha puntato la pistola in testa ai votanti”. I neo-eletti del Pd alle varie segreterie locali intendono chiudere rapidamente la querelle relativa alle presunte irregolarità avvenute nel corso del Congresso di domenica scorsa: “I problemi seri sono altri, ci sono aziende che chiudono. Soffermarsi su queste polemiche è ingeneroso ed ingiusto nei confronti di chi ha altro a cui pensare”.

Per Sabrina Gregori, neo-coordinatrice dell’Unione Comunale, la libertà è stata assoluta: “Ogni aderente è libero di compiere le proprie scelte, i nostri iscritti hanno massimo potere decisionale e sono qualcosa di prezioso. Chi mi ha appoggiato l’ha fatto spontaneamente”.

La cronaca di questi giorni però racconta di 453 iscritti del 2012 trasformatisi il 3 novembre scorso in 566 votanti (senza contare chi ha preferito restare a casa), con 94 tesseramenti in più (da 142 a 236) registrati al Circolo Centro, il più combattuto dei tre.

94 i tesseramenti in eccesso registrati al Congresso del Pd rispetto all’intero 2012 (da 142 a 236). “Non vedo niente di strano – afferma Roberto Giobbi, vincitore per appena 11 preferenze sull’ousider Iacopo Zappasodi – qui si svolgeva il match più duro, i supporters di entrambe le fazioni si sono dati da fare e hanno spinto alla partecipazione. La politica per me è svago, ma così non mi piace. Non posso accettare che mi accusino persone che in passato ho votato e fatto eleggere”.

C’è poi la famigerata questione del seggio aperto a oltranza presso la Sala Gronchi del quartiere Agraria. Dalle sei ore consentite dal regolamento si è passati a nove, con la chiusura, prevista inizialmente alle 18, posticipata alle 21. “L’assemblea è sovrana, i presenti erano d’accordo – avverte la Gregori – sarebbe bastato un no per far saltare la condizione, sono tutti bravi a lamentarsi dopo. E’ stata valutata questa opzione per permettere che lo spoglio fosse contemporaneo su tutti e tre i punti, c’era il pericolo di influenzare l’esito. Il timore ci è venuto in mente durante le operazioni. E’ lo stesso Comitato di Garanzia a dire che non c’è niente di anomalo. Voltiamo pagina, stop alla politica vecchia e stantia”.

La Gregori punge a più riprese Perazzoli, ritenuto spin-doctor di Pompei (“se è in Regione è pure grazie a noi”), mentre rispedisce al mittente la sua vicinanza a Gaspari. “Non si è mai esposto pubblicamente in mio favore, io rappresento me stessa. Certe comparse si facciano da parte e diano spazio alla nuova classe dirigente. Voglio includere in squadra Gianluca, Iacopo e Anna Rosa Cianci. Voltiamo pagina, annulliamo il 60-40 e apriamo un nuovo ciclo. Auspico che il mio invito venga accolto”.

Il Pd intende pertanto pensare al futuro imminente. Le primarie distano un mese e vanno eletti i delegati della convenzione nazionali. Per quel che riguarda invece il primo incontro dell’Unione Comunale, questo dovrà essere fissato dalla sezione provinciale.

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