SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Botta e risposta sull’ordinanza comunale relativa all’utilizzo vietato di camini a legna a San Benedetto fino al 15 maggio prossimo. E se Luca Vignoli parla di “decisione folle”, il sindaco oggi replica con una nota ufficiale: “Con riferimento alle perplessità emerse da più parti circa i contenuti dell’ordinanza che pone limiti all’accensione e all’utilizzo di impianti di riscaldamento domestici e a quelli di lavorazione di attività commerciali, l’Amministrazione comunale sottolinea che i provvedimenti presi, compresi quelli riguardano camini, forni e stufe domestiche, sono conformi a quanto previsto dall’accordo di programma sottoscritto da Regione, Prefetture, Province, Autorità Portuale di Ancona e circa 50 Comuni marchigiani che ricadono nella cosiddetta “zona A”, ovvero le realtà costiere e alcune valli con le principali aree urbanizzate in cui, sulla base dei dati rilevati in passato, è concreto il rischio di superamento dei limiti dell’inquinamento da polveri sottili e da ossidi di azoto”.
Gaspari spiega che “si tratta di un accordo di programma di fatto obbligatorio, visto che le misure individuate, peraltro frutto di una lunga e complessa concertazione con le associazioni delle categorie produttive, dei consumatori, degli enti locali, hanno l’obiettivo di adempiere a precisi e stringenti obblighi previsti dalla normativa nazionale ed europea. Non è un caso – prosegue – che l’accordo di programma specifichi che in caso di inadempimento del presente Accordo da parte degli Enti Locali, la Giunta Regionale si riserva di attivare i poteri sostitutivi previsti della normativa vigente in materia, nonché le azioni di regresso nei confronti dei medesimi Enti per le infrazioni comunitarie conseguenti al suddetto inadempimento. E questo senza considerare i gravissimi danni alla salute che l’inquinamento da polveri sottili provoca con scientifica certezza. Si è cercato di attenuare, laddove possibile, gli effetti dei provvedimenti, ad esempio limitando le prescrizioni relative alle attività imprenditoriali agli esercizi che operano sul tratto di statale già interessato dalla precedente ordinanza in materia di limitazioni al traffico veicolare. Nel caso di San Benedetto, sono interessate alle misure solo 4 attività, tutte peraltro già informate”.

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Alla “lunga concertazione” erano presenti i rappresentanti dei nostri nonni e genitori e di tutti gli amanti delle poche cose piacevoli rimaste, ossia il tornare a casa la sera in famiglia per passare qualche ora piacevole intorno ad un caminetto acceso, magari come è stato detto, con qualche buona salsiccia alla brace? Capisco che, al contrario della legna, l’utilizzo del gasolio o di altri combustibili rendono oltre il 70% di tassazione, ma non c’è vergogna nel rappresentare gli interessi dei più deboli rivolgendosi a loro solo in campagna elettorale? Da questo momento bisogna ricordarsi, tutte le volte che si dice… Leggi il resto »
Ordinanza sui caminetti…..mi sembra proprio una stupidaggine… Avete dato una occhiata alla statale in questi ultimi giorni? I Tir in transito non si calcolano…. Altro quesito: i mezzi in dotazione al comune di sbt sono tutti a norma? Ho i miei dubbi….
A mio modesto parere tale ordinanza non andava presa a febbraio, in piena emergenza freddo, ma in un momento diverso per lasciare eventualmente il tempo necessario alla gente di potersi adeguare….
Voi cosa ne pensate?
….ma quante volte lo devo scrivere! Un’ordinanza simile che vieta l’accensione dei camini e/o stufe c’era già!!! Inutile fare polemica oggi quando non si è fatta prima, e sopratutto quando la cosa è “imposta” dalla regione! Leggete la delibera che ho indicato nel commento all’articolo precedente!
E’ una delle ordinanze più stupide che si ricordi nella storia legislativa di San Benedetto. Quando inizierò la caccia al comignolo che sfumica?
Ci vorrebbe una bella disobbedienza civile, il 1 marzo accendiamo tutto: camini, stufe e cuciniamo la cena con delle belle fornacelle all’aperto.