SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Politica fluida. E ci mancherebbe che non lo fosse. San Benedetto si immerge e si liquefà in vista delle elezioni amministrative, con poli che attraggono e rifuggono, alleanze solide come metallo in un altoforno. Sono la sinistra del sindaco sub-primario Giovanni Gaspari e la nebulosa terzopolista del deputato vitalizio Ciccanti che stanno, in questi giorni, fibrillando, mentre il centrodestra assessorile di Gabrielli sembra placidamente contentarsi del trittico Pdl-Lega-La Destra (segno di forza o di debolezza?).

Così Sinistra Ecologia e Libertà, come una dama da mesi corteggiata ma mai ammaliata dal principe (sub-primario) Gaspari rigetta ancora una volta le avances (ma senza gioielli che impongano la capitolazione, epperò). Anche se gli inviti a cena ci sono e sono bene accetti.

L’ultimo, lo scorso 7 gennaio, con Gaspari a centro tavola e gli altri alleati (gli irascibili dell’Idv, i primari dei Verdi, i bravi socialisti, qualche civico elettorale, forse). Ma Sel rialza: “Ho legato la possibilità di iniziare un cammino comune con le altre forze del centrosinistra cittadino al verificarsi di due condizioni. La prima è che vi sia un atto formale di ritiro o di rinuncia alla megavariante da parte dell’amministrazione comunale. La seconda è che venga ripristinato il perimetro delle alleanze che ha portato alla vittoria nelle elezioni comunali del 2006, coinvolgendo quindi, nel percorso da intraprendere, anche Rifondazione Comunista e movimenti civici  che si riconoscono nel centrosinistra”.

Immaginarsi Daniele Primavera di nuovo affianco a Gaspari è come immaginarsi Dario Argento dirigere un cartoon della Disney a lieto fine: impossibile. Allo stesso modo Sel respinge qualsiasi ipotesi di “laboratori” in stile elezioni regionali (dove il Pd virò al centro nell’abbraccio con l’Udc lasciando la sinistra) “viste anche le inequivoche posizioni espresse dall’Udc e il suo cammino verso la creazione di un polo moderato anche a San Benedetto”. E alla fine una frase che suona quasi come una jattura per ora solo mormorata ma presto concretizzabile: “Ci auguriamo che lo stesso spirito unitario che anima Sel sia fatto proprio dalle altre forze del centrosinistra, e si abbandonino rigidità e posizioni preconcette che non possono che portare ad una sicura sconfitta delle forze di progresso alle prossime comunali”.

Ma se Sel fa venire i mal di pancia al sindaco sub-primario, al centro il regista Ciccanti vede stavolta un parziale smarcamento da parte di una costola, o almeno costoletta, della galassia in ricomposizione. Così la lista San Benedetto per San Benedetto smentisce che vi sia un accordo con Ciccanti per entrare nel “Terzo polo”: “Ci siamo soltanto sentiti – scrive il segretario del Circolo Culturale Einaudi Michele Grassi – e la nostra presenza, non con il presidente Tablino Campanelli ma con Atilio Zumpano, è stata appunto qualificabile nella veste di auditori. La nostra lista non si schiererà mai aprioristicamente ma vuole prima conoscere chiaramente e definitivamente la composizione degli schieramenti, gli uomini che li compongono e il candidato sindaco. Senza questi requisiti il gruppo esclude a priori una presa di posizione”.

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