ROMA – Pedaggi su autostrade e raccordi autostradali, il Consiglio di Stato blocca gli aumenti decisi dal Governo nella manovra finanziaria. La decisione vale per tutta Italia. Anzi no. Mattinata di informazioni convulse. In un primo momento, dalla lettura della pronuncia della IV sezione del Consiglio di Stato (che ha respinto il ricorso della Presidenza del Consiglio che chiedeva il ripristino degli aumenti) l’ordinanza del Tar del Lazio del 29 luglio scorso «deve essere interpretata nel senso di riferirsi non all’intero territorio nazionale, ma solo ai singoli segmenti stradali interessanti gli ambiti spaziali degli enti territoriali ricorrenti». Il ricorso al Tar Lazio era stato presentato dalla Provincia di Roma, da quelle di Pescara e di Rieti e da alcuni comuni dell’hinterland romano. Cioè, la pronuncia inciderebbe non su tutta Italia ma solo nei territori che si sono mossi con il ricorso al Tar, poi vinto.
Ma così non è, sembra di capire poi nel corso della giornata.
L’Anas ha già ottemperato alla sospensione dei pedaggi lo scorso 4 agosto. E’ quanto si legge in una nota del presidente, Pietro Ciucci, riportata dall’Ansa: “L’ordinanza odierna del Consiglio di Stato conferma la precedente decisione del Tar del Lazio e del Tar del Piemonte di sospendere gli effetti delle disposizioni di legge riguardanti il pedaggiamento forfettario di alcuni tratti della rete autostradale dell’Anas. Come è noto, l’Anas ha ottemperato alla decisione di sospendere l’esazione già dal giorno 4 agosto. Ogni decisione riguardante, invece, l’ipotizzato rimborso da parte di Anas dei pedaggi corrisposti durante il breve periodo di applicazione del Decreto Legge sarà assunta quando la Giustizia amministrativa si pronuncerà in via definitiva in merito al Decreto in discussione, come già ho dichiarato alcune settimane fa”.
Il Codacons da parte sua chiede che le maggiori somme pagate ai caselli nel periodo di vigenza degli aumenti debbano essere restituite agli automobilisti.
Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi sottolinea che “il Governo deve studiare dei meccanismi di rimborso automatico in favore di quei cittadini che, utilizzando le infrastrutture stradali, hanno subito ingiusti incrementi tariffari, ritenuti illegittimi sia dal Tar che dal Consiglio di Stato. Se ciò non avverrà siamo pronti ad intentare una class action in favore degli automobilisti che già da oggi possono fornire la propria pre-adesione all’iniziativa compilando il modulo pubblicato sul blog www.carlorienzi.it”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 344 volte, 1 oggi)