SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La capitale della Riviera è la seconda area percentualmente più edificata delle Marche, una regione nella quale dal 1954 al 2007 la superficie edificata è aumentata del 320%, a fronte di un aumento della popolazione che invece si è attestato solo sul 37%.

Sono dati rivendicati da un gruppo di cittadini che chiede al Consiglio comunale di ritirare la delibera 113 del 23 dicembre scorso, ovvero l’atto di indirizzo sulla cosiddetta “Mega variante” urbanistica legata al reperimento del terreno per la Grande Opera della Fondazione Carisap.
Stop al consumo edilizio del territorio comunale, sì a un piano regolatore a crescita zero e all’insegna della riqualificazione degli edifici esistenti piuttosto che alla costruzione di nuovi insediamenti.
Si tratta di quanto un gruppo di giovani e meno giovani cittadini chiede alla politica locale tramite un appello firmato da 45 persone. Architetti, avvocati, insegnanti, studenti, persone legate alla politica di centrosinistra come Luca Spadoni, Giorgio Mancini, Attilio Biocca (Sel), Pietro D’Angelo, Paolo Virgili. E tanti altri.
“Siamo un gruppo di amici, del tutto trasversale alla politica”, spiega l’architetto Pierpaolo Filipponi. “Elezioni o no, qua c’è da riflettere sul futuro della città, sulla necessità di preservare il bene più prezioso che abbiamo, la terra. Ci sono Comuni italiani che ce la fanno, si possono avere bilanci sani e urbanistica sostenibile senza dovere per forza andar dietro all’agenda delle imprese edili, che possono anche superare la crisi economica riconvertendosi, lavorando sulle ristrutturazioni invece che sulle nuove costruzioni, oppure investendo sul risparmio energetico”.
Il gruppo di opinione chiede ai prossimi governi cittadini una politica urbanistica ispirata al principio del risparmio del suolo, al rifiuto dell’uso dei suoli non edificati da parte dei Comuni come “moneta corrente” per ricavare entrate economiche dagli oneri di urbanizzazione, che investa sul recupero del paesaggio ambientale ed architettonico, sulla ristrutturazione energetica del patrimonio esistente.
Sarà possibile? Il gruppo ha le idee chiare ed esempi concreti come il piano regolatore di Comuni di Cassinetta di Lugagnano, nel milanese, o le regole ispirate dalla Provincia di Torino, oppure le recenti affermazioni sulla “ricucitura” nei territori urbani espresse da Riccardo Bedrone, presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino.

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