SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo troppi anni di silenzi finalmente se ne parla. Si parla delle vittime delle foibe, dalle quattro alle cinque mila, si parla dell’esodo giuliano-dalmata e si parla delle vicende del confine italiano orientale.
Finalmente, possiamo ben dirlo, si abbandona quel triste mutismo e si celebra il “Giorno del ricordo”.
Nella giornata di ieri, 10 febbraio, l’amministrazione comunale ha ricordato questo giorno presso l’auditorium della biblioteca. L’ha fatto con un’accurata relazione tenuta dallo storico Pierluigi Pallante, le cui parole hanno accompagnato la proiezione di un filmato di 13 minuti.
Il dottor Pallante è uno tra i maggiori esperti in Italia sul tema del “Giorno del ricordo”, autore del volume La tragedia delle “foibe”, pubblicato nel 2006 nonché curatore del recente volume Foibe, memorie e futuro, entrambi editi da Editori Riuniti; ha parlato del silenzio che ha avvolto questo scempio per tanti anni. Pallante ha affermato che l’Italia nel suo complesso, compresa la sua classe dirigente, ha trascurato per anni la questione per non ricordarsi di aver perso una guerra per la quale ha sempre preferito autoassolversi.

Lo storico ha inoltre individuato le maggiori responsabilità nella politica di aggressione e di snazionalizzazione portata avanti dal fascismo che lasciò dietro di sé circa 1300 criminali di guerra ricercati da molte nazioni.
Pallante è stato introdotto dal sindaco Giovanni Gaspari che ha valutato questi incontri come «momenti di riflessione, soprattutto per le nuove generazioni».
Le celebrazioni del Giorno del ricordo si sono aperte con il concerto del violinista Massimo Quarta accompagnato dai “Solisti aquilani”che si è tenuto all’auditorium comunale sabato 9 febbraio.
L’ultimo appuntamento organizzato dall’amministrazione comunale sambenedettese è fissato per martedì 14 marzo alle ore 18, sempre all’auditorium, dove il professore Raoul Pupo dell’Università di Trieste e il dottor Costantino Di Sante discuteranno sul tema Oltre le foibe. I soldati italiani in Jugoslavia 1941-1947.
Ad Ascoli Piceno invece si terrà alle 9.30 di domani 12 febbraio un’iniziativa di studio presso la sala consiliare di Palazzo San Filippo. Un’importante occasione per riflettere e affrontare temi di attualità come il rispetto della persona, la libertà individuale e la solidarietà tra popoli. Nel corso dell’incontro ci sarà la proiezione del documentario Una città cosmopolita. Storia del centro raccolta profughi di Servigliano e saranno inoltre riportate alcune testimonianze dei profughi e dei reduci della tragedia.
All’appuntamento interverranno tra gli altri il presidente della Provincia Massimo Rossi, il presidente del Consiglio provinciale Giulio Saccuti, l’assessore provinciale alla Cultura Olimpia Gobbi, lo storico Costantino Di Sante e il presidente dell’associazione “Casa della Memoria” di Servigliano, Filippo Ieranò.

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