Video e foto di Lorenzo Olivieri

SAN BENEDETTO – Si è tenuto questo pomeriggio, in sala consiliare, l’importante incontro pubblico dal titolo “Dragaggio portuale, vasca di colmata, futuro del porto e gestione della costa”. L’evento, organizzato dai Promotori del Parco Marino del Piceno, ha richiamato l’attenzione di cittadini e addetti ai lavori su temi cruciali per il territorio, in particolare sulle possibili alternative alla cassa di colmata.

L’incontro è stato introdotto da Massimo Rossi, portavoce dei promotori del Parco Marino, che ha ribadito la necessità di trovare alternative sostenibili per la gestione dei fondali e delle infrastrutture portuali. Al centro della discussione, la ricerca di un equilibrio tra le esigenze operative del porto e la tutela dell’ecosistema marino. “Siamo un’associazione che si occupa del bene del mare e non potevamo sottrarci a una tematica così importante per San Benedetto – esordisce l’ex sindaco di Grottammare – Quando si realizza una vasca di colmata di fatto si costruisce una discarica che contiene materiali che non possono venire a contatto con l’ecosistema. Noi come associazione siamo molto preoccupati per la costruzione di una seconda vasca di colmata, quando si dovrebbero esplorare soluzioni diverse per il dragaggio. Riteniamo giusto che la comunità venga a conoscenza delle diverse vie percorribili”.

Ascolta di seguito le parole di Massimo Rossi e di Francesco Torquati, dell’associazione Faro 3898.

Il professore Giuliano Gabbani ha poi analizzato le dinamiche degli interventi di dragaggio da inserire in una visione d’insieme che consideri l’erosione costiera e i mutamenti del fondale. “Il dragaggio tradizionale porta disagi alle imbarcazioni e produce tanti rifiuti che non possono essere migliorati da una colmata, che è tutto fuorchè qualcosa di ecologico”.

“L’ecodragaggio permette di evitare contaminazioni con una tecnologia a circuito chiuso così che gran parte del sedimento possa essere riutilizzato – spiega l’ingegner Gianni Depperu illustrando il progetto – ad esempio restituendolo alla costa per non intaccare l’equilibrio costiero”.