SAN BENEDETTO – Il porto di San Benedetto del Tronto si trova davanti a un’occasione storica: smettere di rincorrere vecchie soluzioni emergenziali e trasformarsi nel primo avamposto europeo della nuova economia del mare.

La recente pubblicazione delle linee guida strategiche della Commissione Europea per il 2040 (Comunicato IP/26/484) apre infatti una porta che la nostra città deve varcare subito.

Non si tratta più solo di dragare dei fondali, ma di decidere se vogliamo restare ancorati ad una visione e tecnologia obsoleta del passato con la costruzione di una cassa di colmata o se vogliamo diventare un punto di riferimento internazionale per la ricerca marittima.

Le nuove direttive europee parlano chiaro: il futuro appartiene ai porti che sanno trasformarsi in hub tecnologici e circolari. In quest’ottica, l’idea di una vasca di cemento in cui “seppellire” i sedimenti appare come una scelta superata e miope.

L’Europa oggi mette a disposizione fondi straordinari proprio per chi sceglie la strada opposta: quella del recupero intelligente.

San Benedetto può e deve candidarsi a diventare un laboratorio a cielo aperto dove le sabbie non sono più un rifiuto inquinato da nascondere, ma una risorsa da lavare e restituire alle nostre spiagge in erosione o da reimpiegare in un’edilizia finalmente sostenibile.

Ma la sfida che lanciamo va oltre la gestione dei sedimenti.
Vogliamo che il nostro scalo diventi un vero e proprio polo della ricerca, dove le antiche tradizioni della nostra marineria si fondono con le tecnologie di domani. Immaginiamo un porto dove si studiano nuove tecniche di pesca capaci di proteggere il mare e garantire reddito ai pescatori, dove droni subacquei e sensori monitorano la salute dell’Adriatico e dove startup e università scelgono di investire perché qui si sta scrivendo il futuro del settore marittimo europeo.

È il momento di unire le forze e puntare in alto, abbiamo la possibilità di essere i primi in Europa a tradurre in realtà le nuove politiche di sostenibilità marittima.

Possiamo trasformare San Benedetto nel porto più all’avanguardia dell’Adriatico, attirando investimenti che porteranno lavoro, innovazione, sviluppo universitario e orgoglio a tutto il territorio.

Francesco Torquati
Comitato no discarica marina tra San Benedetto e Grottammare