SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I giocatori della Samb hanno firmato con l’orgoglio: e la Samb è in C1. Adesso la cruda realtà dei numeri e del denaro prenderà il posto degli alfieri romantici che hanno sigillato il loro nome sulle maglie rossoblu. Sambenedettesità a 360 gradi per tornare a sognare, per seppellire i fantasmi neri di troppi presidenti scapestrati, di troppi sciacalli affamati. Il tempo è fatto di ore, minuti, secondi: ognuno dei quali potrà essere quello decisivo. Pronti a scendere sul rettangolo di gioco, quello fatto di assegni e fidejussioni, finanza e ragioneria, sono in diversi. Anime pure o affaristi, imprenditori d’assalto o generosi. C’è, ad esempio, Angelo Deodati, che addirittura ha fondato una società chiamata “Sambenedettese F.C. 2006 S.r.l? lo scorso 10 maggio, con sede legale a San Benedetto del Tronto, in via Nazario Sauro 162. Deodati ha un passato calcistico in varie squadre, tra cui Ancona e Latina; di lui si raccolgono tante informazioni, poche positive. Stefano Todini è il suo socio di minoranza (sarebbe il presidente della TS Holding), Francesco Zadotti, già collaboratore di Deodati nelle discariche della Tuscia (affari finiti spesso nelle aule dei Tribunali), presidente del Collegio Sindacale, Simonetta Celli, romana, l’amministratore unico. «Questa società è stata costituita apposta per partecipare all’asta fallimentare della Samb» ci assicura Umberto Cherubini, sindaco supplentie della società, il cui capitale sociale, di 10 mila euro, risulta interamente versato.
Ci sono poi i sambenedettesi: occhi puntati sulla ditta di Martinsicuro Navigo.it, che si è fatta notare per aver dato 4 mila euro come premio partita ai calciatori. Di proprietà dei fratelli Franco, Gianni e Marcello Tormenti, attiva nel settore della telefonia mobile, già sponsor del Teramo Basket e con un fatturato che supera abbondantemente i 100 milioni di euro annui: soprattutto Marcello Tormenti, classe 1968, grande tifoso rossoblu come il resto della famiglia (il padre era imbarcato in un peschereccio a San Benedetto) si è interessato della situazione societaria, chiedendo informazioni sul bilancio alcuni mesi fa. «Non è così» dichiara però Marcello, «domenica abbiamo fatto un gesto di generosità nei confronti di calciatori da mesi senza stipendio. Noi siamo tifosi e ci piacerebbe aiutare la Samb, sarebbe una bella cosa, ma gli impegni lavorativi non ci consentono di dedicare il tempo a questa avventura. Parteciperemo all’asta fallimentare? Non abbiamo il tempo necessario».
Ci sono poi Sergio Spina & C entrato definitivamente nel cuore di squadra e tifo. Il prossimo 5 giugno, ci sarà l’asta fallimentare e quindi il nome del prossimo presidente. Sperando che sia quello giusto.

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