Caso “Fish”, accordo bonario tra Mazzagufo e Marconi
Roberto Marconi
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Il primo si è scusato per l’alterco avvenuto il 28 febbraio 2005, il secondo ha ritirato la querela. Ma non mancano accuse; il consigliere di opposizione afferma che «Merli e Rossi non hanno mai preso posizione, così la mia moralità è stata messa in discussione».
GROTTAMMARE – Si conclude il “caso” Fish, almeno per quanto riguarda i risvolti con conseguenze penali nate dall’alterco che vide protagonisti, il 28 febbraio 2005, l’imprenditore ittico Elvio Mazzagufo e il consigliere comunale dell’Udc Roberto Marconi. Quest’ultimo ricorse alle cure del pronto soccorso, con cure che allora vennero definite guaribili in 22 giorni.
Il Tribunale di Fermo, infatti, ha disposto il non luogo a procedere perché, come specificato dall’avvocato di Marconi, Mariagrazia Concetti, «ha accolto la richiesta di Mazzagufo che ha rilasciato scuse formali per l’accaduto, assumendone la responsabilità e chiarendo di fatto la vicenda. A quel punto abbiamo rimesso la querela, non essendo interessati a colpire Mazzagufo, limitandoci ad accettare un simbolico risarcimento di mille euro».
Di cui 500 pagati in questo Natale, gli altri 500 a Pasqua. Roberto Marconi ha devoluto la somma alla Casa Famiglia Manuela, mostrando, durante la conferenza stampa (erano presenti anche i consiglieri di Alleanza Nazionale Raffaele Rossi e di Forza Italia Daniele Voltattorni), copia dell’assegno da lui versato in beneficenza.
«Non avevo nessun interesse a far condannare Mazzagufo penalmente – sottolinea proprio Marconi – ma ci tenevo affinché, con la sua ammissione di responsabilità, fosse stabilito correttamente di chi fosse la responsabilità, perché ci tengo a rimarcare la mia onorabilità e moralità».
Accettate le scuse di Mazzagufo ed evitata la sentenza del Tribunale dopo la conclusione della fase dibattimentale, Marconi ci tiene però a ribadire che «mentre ringrazio ancora alcuni esponenti dell’attuale maggioranza che hanno manifestato la loro sensibilità nei miei confronti, come Franco Falasca Zamponi, Pino Ragni e Giuseppe Marconi, lo stesso non posso dire per il sindaco Luigi Merli né per il presidente della Provincia Massimo Rossi, che si sono ben guardati dal dichiarare alcunché, assumendo degli atteggiamenti pilateschi che mettevano in dubbio le mie parole nei confronti dell’opinione pubblica».
