SAN BENEDETTO – In questo nuovo evento organizzato dall’Associazione culturale I luoghi della scrittura, con il patrocinio del Comune di San Benedetto del Tronto e della Regione Marche, il protagonista è stato l’attore e scrittore comico Giobbe Covatta.
Nella calda serata del 31 luglio ’24, davanti a una nutrita platea, il vice sindaco Antonio Capriotti ha aperto l’incontro con queste parole: “Giobbe Covatta si presenta da solo con la sua simpatia e la sua profondità. Non è mai banale perché anche quando ci fa ridere, ci fa riflettere”
Il libro “Il commosso viaggiatore. Alla scoperta dell’Africa” scritto con la compagna d’arte e di vita, Paola Catella, scrittrice, sceneggiatrice televisiva e teatrale, è stato al centro del dialogo coordinato da Michele Rossi che ha detto: “Il libro fa ridere molto ma è quella risata che poi diventa un pugno nello stomaco perché ti fa pensare e capire molte cose e soprattutto sarebbe da far leggere a qualche nostro politico quando si afferma che la scienza insegna che esiste una sola razza cioè quella umana”
“Siamo partiti per l’Africa nel ’94 e siamo andati, per cominciare, in Ruanda che non era un posto particolarmente serafico. Quel viaggio è servito a un sacco di cose. Il mio incontro con l’Africa è stato traumatico ma, come sempre succede, dagli incontri traumatici si creano poi delle saldature che sono difficili da sciogliere. Inoltre in quel viaggio ho deciso di non far vedere mai, nei miei documentari, un morto perché abbiamo deciso che si lavorava per i vivi e dunque quelli che stanno nei miei documentari sono tutti vivi” sono state le parole del nostro autore nel ricordare l’inizio dei suoi viaggi nel continente africano
Covatta ha poi intrattenuto i presenti raccontando simpatici episodi legati anche ai suoi amici che vanno con lui in Africa
Ha continuato dicendo: “Vado in Africa sempre con grande piacere e con grande entusiasmo però io parlo italiano, guardo i film e leggo i libri in italiano. L’Italia è il paese che amo per cui torno sempre con grande piacere in Italia e, quando torno, prendermi il caffè all’aeroporto è la cosa che trovo straordinariamente appassionante. Di solito si va dalle tre settimane ai quattro mesi”
Ha fatto poi queste considerazioni: “Noi dell’Africa non sappiamo nulla se non quello che gli Europei hanno fatto lì. L’Africa è un posto a noi sconosciuto. In Africa ci entrerebbero 103 Italie. Se uno si abitua un po’ a girare in quei paesi, si rende conto delle differenze culturali e fisiche. Le Afriche sono tantissime. Noi continuiamo a chiamarla il continente nero ma è il continente grigio, pieno di sfumature, pieno di differenze. Gli africani sono molto mansueti, allegri. Per evitare problemi noi abbiamo cancellato completamente la storia precedente dell’Africa e non sappiamo nulla di che cosa c’era prima del nostro arrivo. C’erano dei popoli, dei grandi regni ma prima dell’arrivo degli Europei non c’erano i confini”
Il nostro autore ha poi narrato storie di bambini africani mettendo in luce come apprezzano proprio le cose più piccole che vengono loro proposte o date e manifestano gioia e gratitudine.
La serata è andata avanti con il racconto di altri episodi comici e ironici che hanno suscitato risate e grande consenso di pubblico

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