SAN BENEDETTO- Sotto un cielo terso e una bellissima luna che illuminava il nostro litorale, giovedì 25 luglio ’24, presso il Circolo Nautico, si è svolto l’evento su Sergio Zavoli, nell’ambito della rassegna “Incontri con l’Autore”, giunta alla sua 43ª edizione
Mimmo Minuto, Presidente dell’Associazione “I Luoghi della Scrittura” ha introdotto Massimo Emanuelli, autore del libro “Sergio Zavoli. Maestro di televisione, stile e linguaggio” e Valentina Zavoli, figlia del noto personaggio, anche autore di programmi di successo. Il giornalista Daniele Andreani ha coordinato l’incontro.
Parlando della figura umana e professionale del padre e riferendosi al libro, Valentina ha affermato: “Dentro questo libro ci sono tanti Zavoli: c’è lo Zavoli pubblico e c’è qualche accenno allo Zavoli privato. Papà diceva che parlare di se stessi è sempre un po’ azzardato, un po’ indecente. Lui aveva una sorta di riservatezza. È stato un padre molto occupato perché la professione lo ha portato fuori e il suo stile un po’ calvinista nell’approccio alla professione, lo adottava nei confronti della mia educazione anche perché io ero abbastanza birichina. Non c’era bisogno che lui parlasse, bastava lo sguardo, come sarà successo in molte delle vostre famiglie. C’è sempre stata la consapevolezza che il bene che ci si voleva vinceva su tutto”
Ha continuato dicendo: “Uno degli insegnamenti che mi ha lasciato è stato quello di essere sempre me stessa, nonostante tutto. Una cosa che mi diceva sempre era quella di andare fino in fondo sia nella vita professionale che affettiva e questa è una sorta di etica di stare al mondo che, in qualche modo, mi è rimasta addosso”
Emanuelli ha, tra le altre cose, asserito: “Io credo sia stato l’unico a intervistare tutti coloro che hanno fatto la storia della seconda metà del ‘900, dalla prima intervista che fece all’allora neoeletto presidente della Repubblica, Luigi Einaudi fino ai membri del partito 5 Stelle e che sia stato il solo giornalista in Italia a seguire tutte queste cose. Lui ebbe un’intuizione geniale, quella di creare il documentario radiofonico a cui mancava l’immagine, ma già solo ascoltandolo, l’immagine ce l’avevi presente. Di questi ne fece una cinquantina. Inoltre con il documentario radiofonico “Clausura” era la prima volta che un giornalista entrava in un convento di clausura”. Per questo lavoro e per quello dal titolo “Notturno a Cnosso” ottenne il prestigioso Premio Italia, concorso che premia i migliori programmi radio, tv e web, organizzato dalla Rai con il patrocinio del presidente della Repubblica Italiana. Quando Zavoli perseguì questi riconoscimenti siamo negli anni ‘50
Il nostro autore ha aggiunto: “Ci sono due trasmissioni nella storia della televisione italiana che sono in onda ancora oggi e che portano la firma di Sergio Zavoli e cioè “Tutto il calcio minuto per minuto” e “La domenica sportiva” e poi: “Una delle cose che mi ha colpito di quest’uomo sono stati il garbo, l’educazione, il voler ascoltare l’altro anche nelle interviste”
A conclusione Valentina Zavoli ha definito il padre “Un cristiano senza Chiesa e un socialista senza partito” prendendo a prestito un’affermazione che lo stesso Zavoli aveva usato per Ignazio Silone

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