CAPODARCO DI FERMO Tante realtà sparse in cinque regioni italiane, Marche, Lazio, Umbria, Campania e Puglia, caratterizzano la comunità, o meglio l’insieme delle comunità, di Capodarco di Fermo, di cui don Franco Monterubbianesi resta il principale punto di riferimento. E tanta soddisfazione, oltre che speranza, ha espresso don Franco dopo il suo viaggio a Taranto per la Settimana Sociale della Chiesa, da cui si è portatola sicurezza del nuovo appoggio della Chiesa nel cardinale Bassetti” per una nuova cooperazione a favore dei disabili e delle loro famiglie, di cui la comunità si è da sempre occupata.

La Puglia, come ha ricordato don Franco, vanta altre realtà attive, come quella di Nardò e quella da poco scoperta a Bari, la comunità “La Nostra Casa”, in cui il sacerdote si è fermato tornando dal suo viaggio a Taranto. Ed è qui che ha ricevuto parole di encomio e di ringraziamento per il lavoro che sta portando avanti da ormai quindici anni insieme a don Vinicio, perché tutto ciò che è stato realizzato a Bari è basato sui valori appresi dalla storia della comunità di Capodarco, conosciuta attraverso i suoi scritti e gli insegnamenti di don Vinicio, oltre all’augurio che Capodarco continui a essere il presente e il futuro di tutte le comunità.

Quarantaquattro realtà, dunque, appartengono ormai alla rete delle comunità che fanno capo a Capodarco, tutte unite dallo stesso spirito e dagli stessi ideali, di cui Capodarco continua a essere il vero punto di riferimento. “Tutti insieme con umiltà” – ha dichiarato don Franco, per superare insieme le divisioni e le rotture subite, seppure con un forte senso di responsabilità. “Lo dobbiamo fare – ha proseguito – nello Spirito con cui la Chiesa ci aiuterà a superare il limite dei nostri orgogli, facendoci richiamare da Essa, al dono di appartenenza alla comunità. Chiedo questo aiuto alla Chiesa, anche a livello del movimento nazionale, perché, nel gennaio 2011, sono stato riconosciuto dal consiglio nazionale come garante morale della comunità e voglio far valere questo titolo”.

A Taranto si è parlato di ambiente, lavoro e futuro, un futuro che è in mano ai giovani, che meritano di essere aiutati e supportati, ma che, al tempo stesso, si sentono anche presente, per quello che vogliono e hanno da dare oggi. Ma ciò che più conta, ha ribadito sempre don Franco, è restare vicini alle famiglie dei disabili, perché sono loro, purtroppo, a pagare maggiormente lo scotto di una società allo sbando.