SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dura presa di posizione del consigliere regionale pentastellato Peppino Giorgini nei confronti dei vertici di PicenAmbiente, che in questi giorni è al centro di un “caso” dopo che la Regione ha revocato alla ditta sambenedettesetutta  la gestione della filiera delle macerie del sisma per le province di Ascoli e Fermo. Il lavoro ieri è passato alla maceratese Cosmari e Giorgini oggi chiede, senza mezzi termini, le dimissioni di Catia Talamonti e Leonardo Collina che di PicenAmbiente sono rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato.

“Sconfiniamo nel comico” scrive in una lunga nota stampa l’esponente dei 5 Stelle che si avventura anche in un excursus storico della società che passa anche per la gara a doppio oggetto messa in piedi durante il mandato Gaspari che ha portato all’entrata di due soci privati: EcoNord e Deco Spa. Da quel momento PicenAmbiente è diventata una società a partecipazione pubblica non di controllo (da statuto della ditta). In questo caso la parte pubblica, nonostante la maggioranza del capitale, non ha il controllo per prendere le decisioni nell’assemblea dei soci n.d.r. A proposito Giorgini dice anche: “Quella gara doveva espletarla l’Ata, che era stata costituita da poco e invece si mise la Regione davanti al fatto compiuto”. (ATA: Assemblea Territoriale d’Ambito che con legge regionale del 2009 prende le competenze nella gestione dei rifiuti).

Giorgini poi passa all’attacco della presidente Catia Talamonti: “Per la legge (il consigliere cita il decreto legislativo 175 del 2016, il Testo Unico in mateira di società a partecipazione pubblica) gli amministratori delle società a controllo pubblico, non possono essere dipendenti delle amministrazioni pubbliche controllanti o vigilanti” riferendosi al doppio incarico che Talamonti stessa ha: presidente di PicenAmbiente e dirigente del Comune di San Benedetto (va precisata però, in questo caso, la nozione di “controllo”, visto che, come detto la PicenAmbiente nel suo statuto si definisce a partecipazione pubblica ma non di controllo. C’è anche da dire in ogni caso che la legge parla anche di amministrazioni vigilanti e non solo controllanti. n.d.r.).

Il consigliere regionale continua lamentando i mancati investimenti della ditta che furono presentati nel 2013 assieme al piano industriale, ma che negli anni non hanno visto la luce. Mancati investimenti che, a detta di molti, portano all’aumento di costi nella gestione dei rifiuti, con conseguenze in bolletta per i cittadini. (Qualche tempo fa ne parlò in consigliere comunale De Vecchis, clicca qui).

Infine l’affondo finale:  “Mentre Cosmari lavora a pieno regime con la tecnica e la competenza che va riconosciuta ai suoi amministratori, la dirigenza di PicenAmbiente si fa togliere dal Soggetto Attuatore Sisma della Regione Marche la gestione del trattamento delle macerie con relativa “risoluzione della concessione del servizio per la gestione delle macerie. Nelle otto pagine del decreto spiccano alcune righe che danno il senso dell’incapacità gestionale: “[…] ritenuto pertanto, la società PicenAmbiente S.p.A. non svolga direttamente o attraverso i propri subappaltatori, la gestione delle macerie nell’intero suo ciclo, garantendo la piena correttezza e legalità di ciascuna singola operazione oggetto di concessione. Per tutti questi motivi chiediamo le dimissioni immediate del Presidente e dell’Amministratore Delegato” conclude Giorgini.


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