Intervista alla presidente di PicenAmbiente Catia Talamonti: “Revoca fulmine a ciel sereno”

ANCONA – La Regione Marche ha revocato a PicenAmbiente la gestione delle macerie del terremoto del 2016. La decisione è arrivata ieri (16 ottobre) attraverso un decreto firmato dal soggetto attuatore del sisma che ha deciso di revocare in anticipo il contratto stipulato con la ditta a marzo del 2017.

Si tratta di una decisione che arriva dopo un altro atto di Ancona, che l’8 ottobre ha fermato i lavori di PicenAmbiente per quanto riguarda la gestione delle macerie di tipo “A” e B”, quelle di valore storico e culturale (CLICCA QUI).  La Regione, circa 10 giorni fa infatti, aveva mandato una missiva in cui si ventilava la possibilità che la ditta non avesse seguito le giuste procedure nel trattamento di quel tipo di materiali (ovvero quelli provenienti da chiese e monumenti).

In quell’occasione eravamo riusciti a parlare con la presidente Catia Talamonti che ci aveva detto, che oltre allo stop in esame, era in corso anche una procedura di revoca dell’intera gestione delle macerie (“è in corso una corrispondenza” ci disse la dirigente) per alcuni ritardi e inadempienze verificatisi nei mesi precedenti, procedura notificata ai vertici dell’azienda a fine agosto. Ora la decisione definitiva di rescissione del contratto, con PicenAmbiente che dovrà anche riconsegnare le chiavi dei siti di deposito temporaneo di Monteprandone (ex Straferro) e Arquata. Nell’atto della Regione viene anche scritto che l’ente si riserva di quantificare gli eventuali danni subiti.

LEGGI QUI IL DECRETO CHE REVOCA LA GESTIONE DELLE MACERIE A PICENAMBIENTE


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