SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ricorderete la vicenda, recente, legata al “Pino Bar” di Viale Buozzi. Il locale, gestito dalla stessa famiglia fin dagli anni ’80, è stato sigillato qualche giorno fa in esecuzione della sentenza 548 del 2018 del Tar di Ancona che aveva nei fatti riportato il bar al patrimonio pubblico del Comune di San Benedetto.

RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO. Contro la sentenza dello scorso 14 agosto, però, i vecchi gestori hanno presentato qualche giorno fa ricorso al Consiglio di Stato, secondo grado di giudizio del processo amministrativo. Ed è notizia di oggi, infatti, che il Comune di San Bendetto ha dato mandato al suo ufficio legale (con l’avvocato Marina di Concetto) di costituirsi e di resistere nel ricorso in appello, ricorso con cui i gestori chiedono di annullare la sentenza e pure i danni.

LA VICENDA.Ad aprile 2017 la convenzione fra i gestori e il Comune era scaduta, viale De Gasperi l’aveva prorogata per l’estate 2017 ma nell’ottobre dello stesso anno la Giunta aveva deliberato lo sgombero del locale, il suo reindirizzamento a bando pubblico per una nuova concessione e l’adeguamento igienico sanitario della struttura (per oltre 18 mila euro di spesa). Accanto alla delibera degli assessori c’era anche una determina dirigenziale che ordinava la riconsegna dell’immobile al patrimonio pubblico. Contro gli atti del Comune, però, si erano opposti con un ricorso al Tar i gestori, che mandano avanti il bar dal lontano 1987, contestando al Comune un “eccesso di potere”, come si legge dagli atti, e “una disparità di trattamento” con le altre attività che sorgono nell’isola pedonale su suolo di proprietà dell’ente stesso. Ad agosto, però, come dicevamo il tribunale di Ancona ha dato torto ai vecchi gestori che ora tenteranno la strada del Consiglio di Stato.

 

 


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