SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un parto lungo, d’altronde i quasi 20 giorni intercorsi fra la fine della stagione (dopo il k.o. col Cosenza e l’addio a Moriero) e la scelta del nuovo tecnico rappresentano un “travaglio” piuttosto impegnativo.

Dopo una serie infinita di nomi susseguitisi in un valzer lungo tre settimane, la Samb piazza il doppio colpo Ds-mister in un giorno. In mattinata l’annuncio del giovane direttore Francesco Lamazza, 44 anni, recentissimo passato a Messina dove ha lavorato a braccetto con Giacomo Modica, uno di quelli del valzer di cui parlavamo e fedele collaboratore di Zdeněk Zeman, la grande suggestione di questa estate rossoblu.

Per la panchina alla fine è stato scelto Giuseppe Magi, una pista che vi avevamo segnalato come “calda” gli scorsi giorni (CLICCA QUI), soprattutto dopo la fumata nera con Modica. Alla fine la Samb ha scelto un profilo che conosceva. Un anno fa infatti l’allenatore pesarese era già stato vicino a sposare i colori rossoblu. Fra l’addio di Stefano Sanderra e il matrimonio con Francesco Moriero, c’era stato un “flirt” fra Magi e la famiglia Fedeli, che l’aveva incontrato a San Benedetto nel giugno 2017 e ne era rimasta positivamente colpita.

Dopo un lungo valzer la Samb ha scelto Magi, e la sensazione è che i motivi siano da ricollocare anche sul piano…”umano”. Inutile negare che per la proprietà la stagione 2017-18 sia stata segnata pesantemente dal rapporto conflittuale con Ezio Capuano. Dopo la sessione invernale i canali fra i Fedeli e il mister campano si sono incrinati con la famiglia che, neppure velatamente, ha fissato i motivi in alcune ingerenze di “Eziolino” in campi e mansioni che non gli spettavano. Dunque dopo l’esperienza-Capuano c’è la percezione che la società abbia scelto un profilo già “schedato”, conosciuto, che potesse limitare sorprese sgradite e che offrisse garanzie tanto sul piano tecnico quanto su quello dei valori e della compatibilità caratteriale.

Ma chi è Magi? Quarantasette anni appena compiuti, il pesarese Magi è sposato, con due figlie e ha iniziato l’avventura di allenatore dopo una  carriera da attaccante nelle serie dilettantistiche fra Eccellenza e Serie D, sempre dalle parti di casa sua fra Misano, Cattolica ecc. Appese le scarpette al chiodo si avvicina con riluttanza alla panchina (“non volevo fare l’allenatore” ha dichiarato in più di un’occasione) e lo fa dal basso. In tutti i sensi. Comincia con le juniores del Riccione prima e della Vis Pesaro poi. Allenava i ragazzini ma nel frattempo si svegliava alle 5 di mattina per portare il pane in tavola: già perché Giuseppe Magi mentre muoveva i primi passi da mister faceva l’operatore ecologico, raccogliendo la differenziata in giro per le strade della sua Pesaro. Poi l’occasione in Serie D, sempre coi biancorossi, che guida per due stagioni prima di passare alla Maceratese con cui nel 2015 coglie una promozione in Lega Pro. Poi due belle stagioni a Gubbio, dove ha offerto un bel calcio, esperienza che gli è valsa la panchina dell’ambizioso e ricco Bassano.

In Veneto, dove ha esportato il suo 4-3-1-2 (il modulo preferito assieme al 4-3-3), è andata piuttosto male con un esonero arrivato dopo 7 sconfitte in 8 gare a cavallo fra ottobre e novembre. Adesso ha l’occasione per dimenticare la parentesi in giallorosso. Nella piazza più calda che gli sia mai capitata fra le mani, una piazza a cui è stato accostato tante volte, che ha sfiorato con le dita un anno fa e con cui finalmente è riuscito a sposarsi.


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