SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Bruno Gabrielli risponde a Sandro Assenti. Dopo che qualche giorno fa abbiamo intervistato il presidente della Confesercenti provinciale su “Ittico”, il nuovo festival del pesce di San Benedetto. Assenti, nell’intervista rilasciata a Riviera Oggi, ha confessato di voler puntare alle vette del Summer Jamboree per il “nuovo nato” in Riviera e ha criticato, neanche troppo fra le righe, il predecessore di Ittico, quell’Anghiò la cui cancellazione, nei mesi scorsi, non poche conseguenze politiche ha scatenato.

“A chi pensa di poter puntare su “Ittico” per dare alla città un evento che nel tempo possa assumere l’importanza di iniziative simili al Summer Jamboree, direi che ha perso la capacità di ragionamento” esordisce in una nota stampa il consigliere di Forza Italia che ritiene impossibile il semplice paragone Ittico-Jamboree con l’evento di Senigallia che “ha portato qualcosa come 420 mila  presenze da tutta Europa, mentre di sagre del pesce fritto, brodetti e alici più o meno scottanti in giro per l’Italia ce sono a migliaia” chiosa non senza ironia l’ex presidente del consiglio comunale.

“Sarebbe interessante poi comprendere il ragionamento posto alla base da chi non ha ritenuto di portare avanti Anghiò poiché non idoneo e dispendioso sostituendolo con uno che lo scimmiotta (Ittico n.d.r.) in tutto e per tutto rimanendogli comunque lontano anni luce” bacchetta Gabrielli che arriva poi al nodo dei “danni” alle attività di ristorazione che Anghiò, sempre per Assenti, avrebbe arrecato. “Il segretario provinciale della Confesercenti dice che Anghiò fosse divenuto una sagra capace di arrecare danni economici consistenti alle attività ristorative della città” continua il politico “ebbene, dato per vero quanto assunto, ci dica il prodigo Assenti come inquadra “Ristoro al Porto” che per un periodo ben più lungo di tempo ingerisce nelle dinamiche commerciali di quelle attività ristorative che sono aperte in città per 365 gironi all’anno” con Gabrielli che precisa in ogni caso di non avere nulla contro Ristoro al Porto.

Il consigliere poi prosegue ritenendo “un errore strategico imperdonabile” la cancellazione di Anghiò “che è finito nelle grinfie di Porto Sant’Elpidio, ad appena 35 chilometri dalla nostra città. Gabrielli, infine, attacca frontalmente Assenti con una dichiarazione che riportiamo parimenti: “Da quello che abbiamo appreso dalle cronache giudiziarie di questi ultimi mesi il segretario provinciale della Confesercenti, piuttosto che disperdere risorse per sagre del pesce fritto, parimenti dannose per i ristoratori, farebbe bene a spiegare ai suoi consociati come intende onorare la sentenza emessa nell’aprile scorso dal Tribunale di Ascoli Piceno che vede condannata la Confesercenti ad onorare un debito di oltre 500 mila euro nell’ambito del fallimento del Cat Confesercenti. Attendiamo fiduciosi”.

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