TERAMO – Il 14 febbraio, facendo seguito ad una serie di colloqui intercorsi nei giorni precedenti,  i sindacati hanno incontrato il presidente Renzo Di Sabatino con il quale c’è stata un’ampia convergenza sulle iniziative assunte e da assumere a sostegno delle ragioni della comunità teramana e in particolare sul documento poi approvato dall’Assemblea dei Sindaci riguardante la richiesta di calamità naturale specifica e gli emendamenti al Decreto Sisma.

I sindacati (i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil rispettivamente Giovanni Timoteo, Antonio Scuteri e Emidio Angelini) hanno ribadito l’urgenza di ottenere strumenti economici a sostegno di tutti i lavoratori e le lavoratrici le cui aziende hanno sospeso l’attività in seguito agli eventi calamitosi.

Hanno ribadito che il Decreto Sisma, così com’è,  non è in grado di rispondere alle emergenze che si stanno presentando considerate le migliaia di persone che vivono e lavorano “fuori cratere” e che oggi sono senza copertura salariale;  in ragione della crisi strutturale preesistente e degli eventi degli ultimi mesi, inoltre, vedono notevolmente ridotte le opportunità di ricollocazione.

I Segretari confederali sostengono la richiesta  dell’allargamento della cassa integrazione in deroga ai Comuni fuori dal cratere e della proroga della mobilità e della Naspi per tutto il territorio provinciale.

Vi è la necessità, secondo i Confederali,  di guardare oltre l’emergenza e di definire con tutte le componenti sociali ed economiche una proposta complessiva di ri-progettazione e rilancio del tessuto socio-economico, una proposta che sappia interpretare i bisogni e le volontà dei cittadini e che faccia tesoro delle esperienze comuni già sperimentate in Provincia con l’area di crisi della Vibrata, come l’Osservatorio dello Sviluppo la task force.

“Saremo protagonisti, insieme a tutte le forze del territorio – hanno dichiarato – di una grande mobilitazione popolare per difendere il futuro di questa provincia”.

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