NORCIA – Sono trascorsi dieci anni da quando la terra tremò con cieca violenza nel cuore dell’Italia, spezzando la vita e la storia dell’Appennino centro-meridionale. Era la notte del 24 agosto 2016, precisamente le ore 3:36, quando una terribile scossa di magnitudo 6.0, con epicentro nella Valle del Tronto tra Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP), sventrò l’area al confine tra Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche. Il bilancio fu tragico: centinaia di vittime concentrate principalmente nei centri di Amatrice, Accumoli e Arquata. A Norcia e nei borghi umbri si registrarono moltissimi crolli e immensi danni, ma fortunatamente nessuna perdita umana.

Due potenti repliche sono avvenute il 26 ottobre 2016 con epicentri al confine umbro-marchigiano, tra i comuni della provincia di Macerata di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera (la prima scossa alle 19.11 con magnitudo 5,4 e la seconda alle 21.18 con magnitudo 5,9). Il 30 ottobre 2016 alle ore 7.40 è stata registrata una scossa di magnitudo 6,5 con epicentro tra i comuni di Norcia e Preci, in provincia di Perugia. vennero completamente distrutti, ridotti a cumuli di macerie che in gran parte permangono tutt’oggi. Complessivamente, la sequenza sismica provocherà 303 morti, 388 feriti e circa 41.000 sfollati. A Norcia miracolosamente non vi furono né morti né feriti, anche grazie ai criteri di ricostruzione adottati a seguito del sisma del 1979.

La Memoria al Cinema: Il Documentario “Il Terremoto di Norcia”

Nel solco del decennale di questo tragico evento, la memoria si fa arte visiva per non dimenticare e per fare il punto sul presente. Dal 24 agosto viene distribuito gratuitamente, nella sua versione integrale di 75 minuti in alta definizione 4K, il premiato film documentario “Il terremoto di Norcia”, diretto dal regista ternano Andrea Sbarretti.

Appartenente al genere del “cinema del reale” e vincitore di numerosi riconoscimenti nei festival di tutto il mondo, l’opera di Sbarretti è stata realizzata attraverso un imponente lavoro sul campo svolto tra il 2022 e il 2024. Caratterizzato da un’attenzione maniacale per la topografia dei territori colpiti (Norcia, Campi, Castelluccio, San Pellegrino, Nottoria), il film vede protagonisti circa 20 abitanti che hanno interpretato se stessi, portando sullo schermo il peso e la verità delle proprie vite sospese.

Il documentario esplora senza filtri la difficile fase della ricostruzione, mettendo a nudo la lentezza delle istituzioni e gli intoppi burocratici che hanno paralizzato la valle. “Non vi lasceremo soli” era la frase che i residenti si sentivano ripetere all’indomani del disastro; a dieci anni di distanza, lo sguardo di Sbarretti certifica che quella promessa non è stata mantenuta.

Il racconto, in stile crudo e disincantato, vede la telecamera che si addentra nei meandri della vallata nursina tra fango, neve, macerie e scenari di struggente bellezza naturalistica, consegnando alla storia un documento umano e sociale di inestimabile valore.