SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Oggi Tonino Capriotti (Pd) impacchetta e recapita all’Amministrazione l’invito a occuparsi di due temi per consuetudine caldi a San Benedetto. Dehors e “Movida Molesta” (CLICCA QUI). “Cosa volete fare?” si domanda il Consigliere d’opposizione. In effetti la questione relativa agli spazi in adiacenza alle attività di ristorazione, fu un argomento piuttosto caldo che l’Amministrazione affrontò a novembre (LEGGI QUI), e che da allora ha un po’ perso l’eco guadagnata nei media in quei giorni. D’altronde la situazione è chiara: la città ha bisogno di un nuovo regolamento che elimini in qualche modo le irregolarità sorte negli ultimi anni e soprattutto realizzi i prodromi affinché queste non si ripresentino.

Un nuovo testo è dunque ciò che la città, e anche lo stesso Capriotti, attendono. Per capire lo stato di avanzamento sul fronte del nuovo regolamento quindi, e per tentare in qualche modo di rispondere a quello che il consigliere democratico chiede, Riviera Oggi ha intervistato Bruno Gabrielli, esponente di Forza Italia e presidente del Consiglio Comunale che più di tutti si è occupato del tema negli ultimi mesi (assieme all’assessore Filippo Olivieri e al Consigliere Carmine Chiodi a onor di cronaca).

Buonasera Gabrielli, leggendo le esternazioni del Consigliere Capriotti, le giriamo la domanda, cosa vuol fare l’amministrazione sul fronte dehors?

“Questa situazione è il frutto della mancata applicazione del regolamento vigente, che prevede il rispetto di determinate regole fra cui la famosa questione dei 20 cm (lo spazio che deve esserci fra le pareti e il tetto di un dehor n.d.r.). Il centrosinistra però questo discorso non lo ha mai fatto rispettare fino in fondo andando a creare una consuetudine, una situazione in cui tutto era concesso, tutto alla fine si risolveva con una semplice multa in base al codice della strada. Se a un’attività commerciale fai una multa di cento euro ogni 4 mesi, alla fine sono 2oo o 300 euro di multa l’anno che diventano soldi ben investiti perché quel dehor ti frutta molto di più”.

Il punto dunque sta in quello che avete ereditato?

“Il problema è che quello che abbiamo ereditato dall’amministrazione di cui Capriotti è comunque un’ espressione, è una città degradata nel senso civico del termine, nel senso del rispetto delle regole. Espressione di questo sono i dehors e non solo per la questione dei 20 cm…”

Cioè?

“Molti dehors presentano delle irregolarità anche sul fronte del rispetto degli spazi previsti per la raccolta differenziata o per quanto riguarda il passaggio per i disabili.  Sono problemi che io in ogni caso condivido con lui che vadano affrontati e risolti, ma facendo fronte comune senza fare i distinguo, le regole da che mondo è mondo vanno rispettate e non si possono chiudere gli occhi.”

Tonino Capriotti pone la lente di ingrandimento anche sull’annoso problema della “movida molesta”

“Io voglio rispondere a Tonino Capriotti che il problema dehors lo stiamo affrontando con molta determinazione e senza alcun tipo di preclusione. Lo stesso discorso vale per la “movida molesta” che affronteremo, visto che anche lì c’è il modo per piegare questo fenomeno che è veramente preoccupante e vergognoso perché non è giusto che dei cittadini diventino succubi di certe situazioni senza essere liberi neanche di stare in casa propria. E a Capriotti però voglio anche chiedere: – Lui in questi dieci anni dove è stato? Da quale pianeta arriva? – Perché lui in questi 10 anni viveva a San Benedetto e per essere credibile queste cose doveva denunciarle in tempi non sospetti’.”

Tornando ai dehors, a che punto siete col nuovo regolamento?

“Per quanto riguarda il nuovo regolamento domani si andrà ulteriormente avanti, abbiamo fatto una serie di incontri con la Soprintendenza finalizzati a disporre quello che sarà il nuovo testo.”

Cercherete di “cucire” il testo alla situazione di San Benedetto, magari per rendere meno traumatico il passaggio?

“Non c’è trauma, San Benedetto non può pensare di vivere fuori dalle regole. Guardiamo l’esempio di Ascoli in cui non troviamo più un dehor chiuso, le occupazioni di suolo pubblico sono tutte aperte e questo discorso vale anche per il nuovo regolamento di Grottammare, noi non siamo qualcosa di diverso.”

Riesce a dare un orizzonte temporale ai cittadini su quando verrà adottato il nuovo testo?

“L’orizzonte di tempo è il più presto possibile, questo regolamento va fatto e va fatto bene. Bisogna condividerlo con tutte le parti in causa e quindi anche e soprattutto con i commercianti, dopodiché ci sarà l’attuazione che non sarà immediata ma progressiva, daremo agli esercenti un periodo entro il quale mettersi in regola che potrà essere di uno o due anni per uniformarsi al nuovo regolamento. Nel frattempo c’è quello in vigore che va rispettato.”

Il problema di fondo sembra dunque il mancato rispetto del testo attuale

” Il problema di fondo è il testo del vecchio regolamento nel punto in cui parla di 20 centimetri fra tetto e pareti, è stato un escamotage che ha permesso a tanti di fare i furbi perché 20 cm non sono che una finestrina che puoi aprire e chiudere, e se lo tieni chiuso hai una volumetria che puoi riscaldare e sfruttare come vuoi anche in inverno. Quelle situazioni col nuovo regolamento non si ricreeranno più, ci sarà un testo chiaro e lineare a cui tutti dovranno adeguarsi”.

Gabrielli infine chiude, tenendo particolarmente, parole sue, “a ribadire un concetto”: “Questa non è una città in cui chi è più furbo va avanti e chi è meno furbo rimane indietro, qui dobbiamo stare tutti allo stesso passo nel pieno rispetto delle regole. Concetti di vivere civile come questo non devono venire meno a San Benedetto come è accaduto negli anni passati altrimenti ci troviamo in eredità i dehors, la movida molesta, il commercio abusivo e tutte le degenerazioni del mancato rispetto delle regole che conosciamo oggi”.

 

 

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.191 volte, 1 oggi)