Torna periodicamente alle cronache il problema Movida molesta, accompagnata da episodi che si fanno sempre più seri nelle zone del centro cittadino: nuove risse, bombe carta, vandalismo. I residenti e il comitato di quartiere hanno avuto una reazione rabbiosa e ora parlano, tra gli altri, di questi argomenti:
Riapertura di via Mentana al traffico.
Licenza a punti per i locali della movida.
Sciopero fiscale dei residenti danneggiati.
Ronde dei cittadini per prevenire i vandalismi.

Tranne le ronde, che secondo me hanno una elevata probabilità di degenerare in scontri violenti e che dovrebbero essere sostituite da presìdi delle “vere” forze dell’ordine, gli altri sono tutti temi che erano già stati oggetto di uno studio sulla Movida Sostenibile nel 2013.

Ne ripropongo i sei punti salienti, commentati con l’aggiornamento allo stato dell’arte attuale: sarebbe ora di avere risposte dall’amministrazione circa la fattibilità e la volontà di metterli in atto o meno, con relative motivazioni.

__Soluzioni di Breve Periodo:

(1) Presidio e controllo della movida per garantire il rispetto della quiete pubblica, con pattuglie, agenti in borghese e telecamere.
I residenti hanno proposto addirittura lo sciopero fiscale fino a quando non siano garantiti i servizi minimi necessari per la vivibilità del territorio, ossia presidio delle forze dell’ordine e una efficace pulizia delle deiezioni umane che accompagnano le serate di movida; è notizia recente che sono state comminate 400 multe per deiezioni canine da parte di agenti in borghese, non dovrebbe essere difficile fare altrettanto per i comportamenti incivili delle persone.
Di sicuro ciò che si paga in tasse non rientra in servizi, per cui lo sciopero fiscale appare una misura congruente col degrado della zona e col deprezzamento degli immobili.

(2) Definizione di un insieme di regole condivise da applicare a tutti i locali della movida e delle modalità dei controlli e delle sanzioni.
La condivisione è quasi impossibile perché le diverse parti in causa si sentono su fronti diametralmente opposti, e gli stessi locali non percepiscono la necessità di assicurare un rapporto di corretto vicinato con i residenti, pur sapendo di essere gravemente in torto, la filosofia è: finché dura fa verdura, ancor più grave è la posizione di chi permette loro di comportarsi così emettendo ordinanze a vuoto senza controlli e sanzioni.

(3) Implementazione del sistema conosciuto come “licenza a punti” il cui funzionamento è analogo a quello della patente di guida, dopo un certo numero di violazioni accertate si procede riduzioni di orario e infine con la revoca della licenza.
Questa proposta è stata rispolverata dai residenti, che vogliono arrivare a sanzionare in modo differenziato i locali dannosi dagli altri; può essere una leva importante anche per la delocalizzazione, se si penalizzano determinanti comportamenti in centro e non zona porto si crea un incentivo a spostarsi in altra zona urbanisticamente più idonea alla movida.

__Soluzioni di Medio-Lungo Periodo:

(4) Identificazione di una zona adatta per ospitare la movida chiassosa, ad esempio la zona tra il faro, i cantieri navali e il molo sud.
Ci sono state proposte di architetti per disegnare l’area tra il centro e il porto come un balcone sul mare, completamente pedonale e fruibile di giorno e notte, con servizi e strutture per la ristorazione, chioschi, bagni pubblici, posto di polizia, anfiteatro per musica estiva o tendone per la stagione fredda, parcheggi, illuminazione, una zona attrattiva anche dal punto di vista turistico.

E’ fondamentale che la zona movida non diventi un ulteriore punto di degrado, una zona franca in cui tutto è permesso, ma una zona distante da abitazioni, in cui c’è una maggiore tolleranza per rumore e comportamenti vivaci rispetto al centro cittadino.

Per l’intrattenimento musicale all’aperto, è necessario comunque avere dei limiti di orari e di volume, e accorgimenti tecnici come tetti del suono e pannelli che possano ostacolare la propagazione verso l’abitato.

(5) Proposta ai locali della movida di spostarsi subito in quella zona, concedendo agevolazioni per erigere strutture leggere e permessi per l’erogazione di bevande alcoliche in fasce orarie notturne.

E’ uno scenario interessante che richiede investimenti sia dei privati gestori dei locali, sia dell’amministrazione che dovrebbe comunque garantire un presidio di vigili o polizia, un bagno pubblico moderno e funzionale, illuminazione, servizi e permessi veloci, licenza a punti con penalizzazioni maggiori in centro rispetto alla zona movida.

Per incentivare una migrazione progressiva, si potrebbe consentire di impiantare dei chioschi di legno in zona movida per somministrazione di alimenti e bevande, con investimenti limitati, mantenendo anche il bar in centro per l’attività diurna e serale, e spostando nel chiosco solo l’attività notturna del weekend.

(6) Riapertura di Via Mentana alla circolazione, scongiurando gli assembramenti in mezzo alla carreggiata grazie all’incremento del traffico veicolare.

E’ singolare che per ovviare all’inciviltà delle persone si debba eliminare una area verde, ma occorre notare che in quel contesto urbano non ha mai avuto senso il parco, che originariamente era una semplice aiuola spartitraffico e che tale dovrebbe tornare.

Infatti i residenti non hanno mai gradito quel parchetto, e nel tempo hanno fatto rimuovere i giochi per bambini perché facevano rumore, poi le panchine perché erano usate la notte per ospitare drogati, ubriachi e coppiette in calore, e in ultimo l’area verde crea un effetto tappo minimizzando la circolazione veicolare, contribuendo così all’assembramento di centinaia di persone in mezzo alla carreggiata; è palese che anche se fossero tutti educatissimi, si produce un rumore antropico rilevante e non compatibile col riposo notturno degli abitanti della via.

Il documento completo è scaricabile da http://www.rivieraoggi.it/wp-content/uploads/2014/09/Movida_Sostenibile_20.pdf

Cui prodest? Perché l’amministrazione tace? Gli unici interessi che appaiono tutelati sono quelli dei gestori dei locali, che guadagnano dalle notti ad elevato tasso alcolico; non si capisce invece quale sia l’interesse del Comune.

 

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