GROTTAMMARE – Ulteriori sviluppi riguardo all’inchiesta che ha stroncato un giro importante di sostanze stupefacenti immesse e vendute illecitamente sulla costa Rivierasca.

Dopo l’esecuzione delle sei ordinanze di custodia cautelare del 10 ottobre (quattro in carcere e due ai domiciliari), arriva il settimo arrestato dell’operazione “Bloodborne”, l’attività di indagine della Squadra Mobile di Ascoli Piceno in collaborazione con il Commissariato di San Benedetto del Tronto, relativa ad un’organizzazione composta perlopiù da cittadini albanesi dediti al traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana che poi provvedevano a spacciare ad alcuni “pusher” e al dettaglio direttamente nella Riviera. (CLICCA QUI)

In particolare le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Ascoli Piceno, coordinate da Cinzia Piccioni della Procura di Ascoli Piceno, hanno consentito di individuare i fornitori principali delle sostanze stupefacenti tra cui anche un cittadino albanese del 1989, residente a Grottammare fermato nella sera del 10 ottobre allo scalo aeroportuale di Orio al Serio.

Il ragazzo, destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Ascoli Piceno (Giuliana Filippello), è stato rintracciato dopo essere stato individuato sul volo Ryanair proveniente da Tenerife nel pomeriggio del 10 ottobre e arrestato da personale della Polizia di Frontiera dell’aeroporto di Bergamo – Orio al Serio e quindi ristretto presso la casa Circondariale, sempre di Bergamo.

Nella giornata del 10 ottobre era stata perquisita la sua abitazione a Grottammare ed era stato trovato un contenitore con cinque grammi di cocaina, un involucro con due panetti del peso lordo di 200 grammi di hashish oltre a 3 mila euro presumibilmente provento dell’attività di spaccio.

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