ASCOLI PICENO – Operazione antidroga. Nella mattinata del 10 ottobre sono stati resi noti, tramite una conferenza stampa alla Questura di Ascoli (CLICCA QUI), i dettagli di un’importante operazione effettuata dalle Forze dell’Ordine. L’operazione è stata rinominata Bloodborne e ha portato all’arresto di sei persone.

Nell’ambito del rafforzamento dei piani di controllo del territorio mirati alla prevenzione e repressione delle illegalità legate allo spaccio ed il consumo di stupefacenti (che hanno permesso anche di arrestare nello scorso week-end un pluripregiudicato latitante di origine albanese unitamente al fratello minore, CLICCA QUI) la Squadra Mobile di Ascoli Piceno ha sgominato un’organizzazione composta perlopiù da cittadini albanesi dediti al traffico di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana) che poi provvedevano a spacciare ad alcuni “pusher” nonché al dettaglio direttamente nella Riviera.

In particolare le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Ascoli Piceno, coordinate dalla Procura, hanno consentito di individuare i fornitori principali di dette sostanze stupefacenti identificati per i fratelli albanesi G. A. del 97 e G. A. del 90, dimoranti a Porto D’Ascoli che cedevano dette sostanze a vari “pusher”della zona.

Nel corso delle stesse indagini, svolte anche con la collaborazione del personale del Commissariato di San Benedetto del Tronto, sono stati tratti in arresto nella flagranza di reato numerosi “pusher” e “corrieri di droga” tra cui l’italiano C. L. del 77 poiché sorpresi in possesso di notevoli quantitativi di cocaina ed hashish: tutte sostanze stupefacenti sequestrate e destinate al mercato locale per complessivi 250 grammi circa di cocaina e un chilo di hashish.

Naturalmente nel corso dell’indagine i quantitativi di dette sostanze stupefacenti venduti dagli indagati sono stati di ben lunga maggiori di quelli sequestrati: basti pensare che tra un approvvigionamento di cocaina e l’altro non trascorreva neanche una settimana. E’ verosimile ipotizzare che veniva venduto circa chilo di cocaina al mese e sicuramente molto di più di hashish.

E’ stato individuato inoltre un fornitore, cittadino marocchino M. R. abitante a Porto D’Ascoli, che cedeva quantitativi di hashish oscillanti intorno ai 500 grammi alla volta ad altri “pusher”, fermato stamattina a Bologna.

Le indagini hanno consentito non solo di acclarare la piena responsabilità nel fiorente mercato dello spaccio della cocaina, hashish e marijuana lungo la costa marchigiana ma di evidenziare soprattutto l’evidente e gravità del fenomeno del consumo di sostanze stupefacenti sempre più in elevata crescita in questa Provincia, soprattutto nel periodo estivo, quando la popolazione locale praticamente raddoppia.

Considerati i gravi indizi acquisiti a carico dei vari indagati e l’effettivo pericolo di fuga che i fermati avrebbero potuto attuare essendo prevalentemente stranieri, l’Ufficio del GIP del Tribunale di Ascoli Piceno ha emesso, oltre alle custodie cautelari in carcere a carico delle persone summenzionate, anche misure degli arresti domiciliari sempre eseguite nella mattinata odierna nei confronti di  D. B., italiano del 1992, e S. K., cittadino albanese del 1994, entrambi residenti sulla costa.

 

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