GIULIANOVA – Alessandro Di Battista sta attraversando l’Italia con “Costituzione coast to coast” per spiegare le ragioni del no al referendum costituzionale di novembre.  Ieri sera l’intervento a Giulianova sul palco, con lui anche Luigi Di Maio e Beppe Grillo. Di Battista e Di Maio si erano fermati per una breve sosta anche a Grottammare nel pomeriggio (CLICCA QUI).

I motivi che hanno spinto il deputato romano a questo tour sono più d’uno. Il primo messo in luce è il battage pubblicitario. Per la promozione delle ragioni del sì, spiega il pentastellato, “Renzi ha chiamato il guru della comunicazione di Obama pagato con i nostri soldi e ora pensa di far passare il referendum occupando il tg1, cacciando i dirigenti non abbastanza allineati che davano lo stesso spazio al sì e al no”.

All’endorsement si aggiunge il pesante fardello del motivo politico. “Se provate ad infilare una rana in una pentola bollente sentirà il pericolo e si salverà la vita. Ma se la mettete in una pentola fredda quella starà bene, avvertirà una sorta di tepore – come avesse ricevuto 80 euro – poi senza rendersene conto morirà bollita. Questo succederà se non alziamo la testa. Non possiamo barattare i diritti con i bonus”.

Ultimo, ma non per importanza, il motivo economico. “Nel 2013 la Cp Morgan, una delle banche responsabili della crisi nata dalla speculazione sui mutui subprime, dichiarò che occorreva modificare le costituzioni del sud Europa per aumentarne l’integrazione” afferma Di Battista, che prosegue: “La costituzione può essere cambiata, per carità, ma dando più potere ai cittadini”.

Questi i motivi per cui Di Battista è partito da solo ma è arrivato scortato da quella che definisce una ‘carovana di motorini’. “Mentre passavamo la gente si chiedeva cosa stesse succedendo: solo che milioni di italiani hanno smesso di abbassare la testa”.

Il deputato parla di vere e proprie “bugie” che Renzi utilizzerebbe, amplificate dal sistema mediatico, per ottenere la modifica costituzionale. Tra queste menzogne la velocità dell’iter legislativo e il taglio dei senatori. E cita il lodo Alfano, approvato in circa un mese, la legge Boccadutri approvata in 20 giorni e la cosiddetta riforma Fornero per la quale sono stati necessari solo 19 giorni.

D’altro canto con l’Italicum e i capilista bloccati si produrrà una camera di deputati nominata per il 70% da partiti politici e un senato dell’autonomia composta dal 100% di consiglieri regionali a cui verrà assegnata l’immunità. Dalle parole di Di Battista emerge che non è infrequente che in questi enti entrino anche coloro che “non sono neanche più prestanome ma amministratori delegati delle cosche piazzati nelle istituzioni della Repubblica italiana”. E cita i casi di Luigi Cesaro, senatore ed ex autista di Raffaele Cutolo e di Caridi, riconosciuto dalla procura della Repubblica come dirigente della cupola segreta della Ndrangheta. “Questo è l’ambiente che frequentiamo ogni giorno e per questo scendiamo in piazza”. Conclude il deputato.

Chiude la serata Grillo, con un intervento che riporta alle origini del Movimento 5 stelle: “Sette anni fa io e un manager che dovrebbe essere qui con me abbiamo pensato di fare un progetto che ci dicevano essere impossibile. L’impossibile non esiste. Voi dovete dire no, oggi è la forma più bella della politica”.

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