SAN BENEDETTO DEL TRONTO  – Gli atleti rivieraschi Roberto Palestini e Claudia D’Agostino ci scrivono dalla Thailandia, la patria della muay thai, l’arte marziale più antica, considerata dai thailandesi non tanto come uno sport ma come un vero e proprio stile di vita. I due sambenedettesi si trovano a Pattaya, sede di uno dei camp più prestigiosi per la muay thai in ambito internazionale: il Sityodtong, presso il quale Roberto e Claudia si alleneranno e combatteranno con l’obiettivo di disputare quante più gare possibili e magari ambire a una cintura o a un titolo. Sia il 28enne Roberto Palestini che la 26enne Claudia D’Agostino, decisamente entusiasti della strada da loro intrapresa, prima di approdare alla muay thai, sono passati per la kickboxing, praticata da entrambi a livello agonistico e nella quale Roberto ha già conquistato due titoli italiani da professionista (al limite dei 54.8 kg e al limite dei 56.8 kg) e ha vinto diversi campionati italiani da dilettante, oltre ad essere stato cinque volte in nazionale e aver ottenuto un bronzo europeo.

Come avete iniziato a praticare la muay thai?

Roberto: “A dire il vero io ho cominciato a 14 anni con la boxe, perché sono sempre stato appassionato di questo genere di sport individuali. Poi, nove anni fa, sono passato alla kickboxing, disciplina nella quale ho avuto i risultati migliori. Infine, in un viaggio di allenamento e approfondimento delle tecniche della muay thai, sono arrivato in Thailandia, dove mi hanno proposto di combattere nel camp in cui mi allenavo. Ho accettato e dopo il match mi hanno offerto di tornare qui a fare l’atleta professionista e vivere di questo sport”.

Claudia: “È nato tutto da bambina, quando, guardando un documentario a nove anni, sono rimasta folgorata dalla Thailandia e dalla muay thai. Poi, a 23 anni, una volta cresciuta e diventata economicamente indipendente, mi sono iscritta a un corso agonistico di kickboxing, visto che nella nostra zona non ci sono corsi validi di muay thai. Dopodiché, durante il viaggio in Thailandia insieme a Roberto per approfondire la disciplina, ho ricevuto la sua stessa proposta e ho accettato. Ai thailandesi e agli allenatori piacciono il nostro stile di combattimento e le nostre capacità tecniche”.

La muay thai è una disciplina diffusa nelle Marche e in generale in Italia?

Roberto: “Mentre la kickboxing è molto diffusa e in crescita sia nelle Marche che in Italia, non posso dire lo stesso della muay thai, dato che non ci sono né istruttori né palestre in grado di insegnarla come si deve”.

Roberto, nella kickboxing hai vinto tanto. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

“Attualmente punto a conquistare quanti più risultati possibili qui in Thailandia, per poi poter ambire a un titolo nella muay thai, magari mondiale”.

Claudia, sono tante le donne che si cimentano nella kickboxing e nella muay thai?

“Per quanto riguarda la kickboxing, in Italia ho avuto qualche difficoltà a trovare avversarie della mia categoria di peso, tanto che ho disputato la maggior parte dei match con avversarie di categorie di peso superiori alla mia, ovviamente dietro mio consenso. Per la muay thai, invece, devo dire che qui in Thailandia il bacino al quale attingere avversarie della mia categoria è nettamente superiore, quindi non ho problemi a combattere con avversarie del mio peso”.

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