FERMO – Tre gol fatti (due su rigore), una traversa e un gol annullato (entrambi su calcio piazzato). Basterebbe questo a raccontare una partita che – per lunghissimi tratti – è stata giocata più sul piano tattico/agonistico che con la sfera. Merito (colpa?) dell’atteggiamento tattico della Fermana, che è sembrata più interessata a non far giocare, che altro.

Il modulo di casa è fortemente influenzato dalle marcature a uomo su Napolano e Tozzi Borsoi: nel 4-1-3-2 di casa, i due attaccanti sono presi in custodia da Tozzo (sulla mediana) e Terrenzio (difensore centrale), che li seguono anche quando il gioco è fermo. Il lavoro dei due soffoca la vitalità della coppia offensiva, e – conseguentemente – tutta la Samb.

Le azioni degli uomini di Paolucci si infrangono sulle palle perse dai due attaccanti, che – sempre spalle alla porta – sono costretti ad un gioco di sponda di facile lettura: i due terzini (Straniero e Gregonelli) recuperano una miriade di palloni su Baldinini e Alessandro, e i centrocampisti rossoblu non hanno sbocchi.

All’instancabile lavoro di marcatura e pressing, però, non corrisponde una fase offensiva altrettanto efficace: i canarini svolazzano intorno all’area rossoblu senza posa, ma non trovano mai la porta di Fulop.

La svolta arriva alla mezz’ora, quando – per la prima volta – Tozzi Borsoi e Napolano riescono ad eludere la marcatura dei corrispettivi controllori: velo dell’attaccante per il fantasista, che allunga per l’inserimento di Carteri: palla allargata a Baldinini e cross per Alessandro, che addomestica e serve la palla dell’uno a zero a Franco.

Il vantaggio sambenedettese è solo un lampo nel buio, però: le due squadre tornano a soffrire la fase offensiva, semplificando il proliferare della stasi calcistica.

La ripresa – inaugurata dalla bella conclusione di Cossu, da fuori, si anima maggiormente, ma solo sul piano agonistico: i canarini giocano con più veemenza, trovando la pronta risposta dei rossoblu; le due squadre non lesinano interventi duri, e – nel caso dell’intervento falloso su Fulop – quasi si sfiora la rissa.

I rossoblu cercano faticosamente alternative di gioco, ma l’unico squillo arriva su un cross di Viti al 50′, dopo un bell’inserimento premiato da una palla geniale di Napolano. I pericoli arrivano solo su calcio piazzato: al 63′ la punizione di Valdes Seara trova il gol in ribattuta di Bellucci (annullato per fuorigioco); dieci minuti dopo – sugli sviluppi di una rimessa laterale – i padroni di casa guadagnano il rigore dell’uno a uno – siglato da Cusaro.

I rossoblu reagiscono immediatamente, e pochi minuti dopo – sempre su calcio piazzato – Borghetti trova la traversa a rimbarzargli la palla del sorpasso. I rossoblu ci provano un po’ in tutti i modi, trovando – con Viti – il rigore del 2 a 1. Viti si inserisce con un’azione fotocopia a quella di inizio secondo tempo, trovando (stavolta) il fallo di Nazziconi.

Tozzi Borsoi ha l’opportunità di fare il suo primo tiro in porta, e mette dentro. Siamo all’87esimo, e i rossoblu lasciano scorrere gli ultimi minuti con la maturità giusta.

La vittoria dei rossoblu è importantissima, per il morale e la classifica. Nonostante la messa in mostra delle evidenti difficoltà in fase offensiva (troppo legata ai due attaccanti) la Samb ha mostrato maturità e cinismo, vincendo una gara che sembrava ormai compromessa. Però… c’è un però. Con maturità e cinismo si possono vincere le partite, con un gioco vero – non legato ai singoli – si vincono i campionati.

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