SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dietrofront, torna Forza Italia. A vent’anni dalla prima volta, dalla discesa in campo del Cavaliere, dal videomessaggio agli italiani. Si ricomincia da zero, settemila giorni dopo. Ma quattro lustri, contornati da ben tre esperienze di Governo, non possono essere etichettati come il nulla. Il capo è caduto, risorto, ricaduto, nuovamente risorto, ancora scivolato e, nel frattempo, pure invecchiato. Il prossimo 29 settembre le primavere saranno 77.
Nell’autunno 2007 il grande passo, forse troppo grande: la fusione fredda con Alleanza Nazionale. L’annuncio dal predellino di Silvio Berlusconi in piazza San Babila sorprese tutti, Fini compreso, che comunque a distanza di qualche mese – appena caduto l’esecutivo guidato da Romano Prodi – ci ripensò e salì in carrozza.
Il matrimonio durò giusto due anni. La liaison andò in frantumi pubblicamente alla Direzione Nazionale del partito. L’allora Presidente della Camera puntò il dito contro il leader (“che fai, mi cacci?”), sbatté la porta e fondò Futuro e Libertà, portandosi dietro qualche fedelissimo. Qualche.
La base aennina rimase infatti nel grosso contenitore del Popolo della Libertà e lo stesso accadde nel 2011 anche a San Benedetto, in occasione delle elezioni amministrative. Adesso però che logo e inno di Forza Italia verranno rispolverati qualcosa potrebbe cambiare.
“Ancora non sappiamo niente, aspettiamo i primi di settembre”, dice il coordinatore provinciale azzurro Andrea Assenti. “Non ci hanno informato, non ho idea se il mio incarico verrà revocato, se ci saranno nuove votazioni. Saremo convocati le prossime settimane a Roma”.
La rivoluzione riguarderebbe pertanto il Consiglio Comunale, con la quasi certa scissione, visto che Luca Vignoli – già in rotta di collisione con i compagni di schieramento – non ha alcuna intenzione di appiccicarsi addosso l’etichetta berlusconiana. “Penso che il centrodestra abbia bisogno di tornare a partiti veri, come era An, con sezioni, discussioni e decisioni collegiali, attività sul territorio. Non mi interessano finti partiti dove decide una sola persona, quindi non aderirò a Forza Italia”.
A questo punto le strade percorribili dall’ex assessore alle Finanze sarebbero due. La formazione in assise del movimento Fratelli d’Italia o la prosecuzione dell’esperienza nel Pdl: “Nessuno potrebbe impedirmi di rimanere nella lista delle Comunali, anche se andassero via tutti. Se non potrò fondare Fratelli d’Italia resterò dove sono attualmente e ovviamente continuerò a fare opposizione a questa amministrazione”. In tal senso, il regolamento del Consiglio parla chiaro: “I gruppi sono costituiti da almeno due consiglieri”. A meno che una lista concorrente alle elezioni abbia conseguito un unico seggio: “In quel caso il consigliere eletto viene considerato gruppo a tutti gli effetti”.
Non si pone invece problemi Pasqualino Piunti: “E’ vero, vengo da An, ma siamo sempre stati alleati con Berlusconi. Poi Fini ha fatto una serie interminabile di errori, tra cui quello di sciogliere un partito nel quale mi sarei ancora riconosciuto. Sono per una destra unita, moderna ed europea. Non mi interessa il nome ma il progetto, la soluzione dei problemi dei miei concittadini. Questo esula dalle collocazioni”.

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Ma Pasqualino Piunti, Vice-Presidente della Provincia di Ascoli Piceno crede che San Benedetto sia quella degli anni novanta? Come leggo nell’articolo: “E’ vero, vengo da An, ma siamo sempre stati alleati con Berlusconi. Poi Fini ha fatto una serie interminabile di errori, tra cui quello di sciogliere un partito nel quale mi sarei ancora riconosciuto. Sono per una destra unita, moderna ed europea. Non mi interessa il nome ma il progetto, la soluzione dei problemi dei miei concittadini. Questo esula dalle collocazioni”. Ok! Il programma è ottimo. Bene. Se Fini ha fatto errori lui però non è perfetto. Pasqualino Piunti… Leggi il resto »
Niente di nuovo sotto questo cielo politico, per ora..a parte una piccola condanna a livello nazionale. Niente di che!
Il Consigliere Vignoli già da tempo soffriva politicamente sui banchi comunali mentre “per il resto” mi trovo in gran parte d’accordo con il sig. di maro. Come dargli torto! Fermo restando il diritto alla critica il pulpito rimane a volte stupefacente!! ma non mi riferisco al sig di maro.
Come sempre, basta un pò di vernice o indossare un vecchio vestito dell’armadio della nonna per far credere di cambiare tutto e continuare come prima………………!
E’ veramente disarmante assistere ancora nel 2013 al triste teatrino del cambio di casacca, in questo caso al ritorno al passato, giusto per darsi un aria di novità! Cosa ci sarà di nuovo nella nuova Forza Italia 2.0, se il conducente della nave e tutto l’equipaggio saranno gli stessi di vent’anni fa? Come mai il centro destra, o meglio quello che ne rimane dopo la deriva populista Berlusconiana, non riesce a riorganizzarsi e ad eleggere un nuovo leader che non sia un pregiudicato patentato e certificato al di la di ogni ragionevole dubbio!? E’ possibile che non ci sia uno… Leggi il resto »
A quasi tutti gli adepti di Berlusconi non interessa come vengono trattati, se da pedina o da dama, ma sono entrati nel Pdl perché lì hanno trovato vita facile e soldi facili ricavati da un grande, oltre che ricchissimo, motivatore (di politico ha poco o niente) che, creando voti, ha dato la possibilità a gente che non sarebbe nemmeno in grado di amministrare una famiglia, di occupare posti prestigiosi che da soli, senza la scia del patron, non avrebbero mai ottenuto. Se B. molla il castello (politico) che tutti sanno essere di cartapesta si sgretola in un batter d’occhio. Stessa… Leggi il resto »
Ottimo direttore. Mi permetto solo di aggiungere che il quadro delle articolazioni presentato è stato tale anche perché in Italia è mancata una legge sul conflitto di interessi che se ci fosse stata, obiettivamente l’Italia sarebbe stata diversa.
D’accordissimo. Il più grande errore è stato non aver fatto una legge sul conflitto d’interessi. Il sig. Banana non sarebbe mai sceso in campo e le televisioni non avrebbero mai dato tanto spazio alla lega nord.
Non esistono ideologie…..c’è solo l’interesse verso le proprie tasche e propri interessi………qualsiasi sia la “maglia”. Questa è la politica made in Italy……la politica per la quale siamo tanto “ammirati” nel resto del mondo!!!
Da quale pulpito viene la critica,vero direttore……
Si spieghi meglio. Grazie.