MARTINSICURO – Un risarcimento danni di appena 55mila euro. A tanto ammonta la somma  stabilita dalla Corte d’Appello per l’ingiusta detenzione di Toni Lattanzi.

L’azione risarcitoria era stata avviata dall’ex amministratore lo scorso anno al termine della vicenda giudiziaria durata dieci anni che lo aveva visto assolto dalle accuse di tentata concussione e abuso d’ufficio.

Lattanzi fu arrestato il 21 gennaio 2002 quando era assessore ai Lavori Pubblici nel Comune di Martinsicuro. Ad un primo arresto (annullato dal Riesame l’11 febbraio) ne seguirono altri tre: il 20 febbraio (annullato l’11 marzo), il 14 marzo (annullato il 29 marzo) e il 28 marzo (annullato il 22 aprile).

Nei dieci anni di procedimenti giudiziari che hanno segnato la vita del politico (che ha militato in An e in Futuro e Libertà), le due assoluzioni, in primo grado il 14 giugno 2006 e in Appello l’11 maggio 2012, avevano posto la parola fine alla vicenda, ma nel contempo lo avevano portato  ad intraprendere un’azione risarcitoria nei confronti dello Stato per i danni psicologici, economici e sociali subiti. La sentenza, emessa qualche giorno fa, ha stabilito la cifra in soli 55mila euro. “Questo è per lo Stato il valore della libertà negata ad un innocente. Sono molto deluso e amareggiato – ha commentato –. E’ vero che non esiste cifra in grado di risarcire le sofferenze subite, ma mi sarei aspettato un esito diverso”. Lattanzi sta valutando con i suoi legali di fare ricorso in Cassazione,  anche se si dice molto stanco di anni e anni di aule di tribunale, così come ritiene per ora poco probabile un  suo prossimo ritorno in politica.

Gli obiettivi al momento sono altri: la pubblicazione di un libro in cui racconta la propria vicenda, e la diffusione sul web di tutti gli atti processuali. “All’epoca avevo detto dei “no” a speculatori che volevano depredare il territorio – ha concluso – e ne ho subito le conseguenze. Ora è giusto che i cittadini sappiano chi sono i responsabili di quanto è successo”.

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