MARTINSICURO – Toni Lattanzi chiede i danni allo Stato per l’ingiusta detenzione subita nel 2002. Dopo la sentenza definitiva dello scorso 11 maggio che ha assolto l’ex Fli, scagionandolo dalle accuse di tentata concussione e abuso d’ufficio, ora sarà intentata causa contro chi nel 2002 determinò l’arresto dell’allora assessore ai Lavori Pubblici di Martinsicuro.

“L’incubo è definitivamente terminato – afferma Lattanzi – Io, la mia famiglia e miei veri amici ora siamo tutti più tranquilli ed insieme percorreremo tutte le strade possibili per far sì che chi ha sbagliato, sapendo di sbagliare e fare del male, paghi duramente”.

Il calvario di Lattanzi è durato dieci anni, con un primo punto fermo nell’assoluzione in primo grado del 14 giugno 2006 e successivamente con una nuova assoluzione nella sentenza definitiva dell’11 maggio scorso.

Lattanzi fu arrestato il 21 gennaio 2002, con l’ordinanza annullata dal Riesame l’11 febbraio. Un nuovo arresto nei suoi confronti fu emesso il 20 febbraio (annullato l’11 marzo), il 14 marzo (annullato il 29 marzo), e il 28 marzo (annullato il 29 aprile). Dopo l’assoluzione in primo grado, l’accusa aveva fatto ricorso in Cassazione come prevedeva all’epoca la legge Pecorella che poi, essendo rivista poiché dichiarata incostituzionale, aveva riportato il processo in Appello, dove Lattanzi è stato nuovamente assolto.

“Non voglio che nessuno mi chieda di perdonare quelle persone che sapevano di farmi molto male con certe dichiarazioni, anche perchè erano persone che intendevano depredare il nostro territorio e ai quali mi ero opposto duramente, e certe cose le renderò note. I danni che ho subito sono innumerevoli: psicologico, affettivo, professionale ed altro, oltre alla carriera politica che era in forte ascesa ma che che poi si è interrotta. Interrotta non perchè impossibilitato a candidarmi ma perchè, a differenza di tutti gli altri politici di ogni livello, ho voluto prima dimostrare la mia totale estraneità prima di ripresentarmi agli elettori, e questo per rispetto proprio di questi ultimi. Le cose che mi hanno fatto più male sono stati i comportamenti di alcuni esponenti politici che, pur essendo delle mie stese idee politiche, mi hanno voltato le spalle, sicuramente per occupare spazi che avrei occupato io”.

Lattanzi ricorda poi la vicinanza e il sostegno ricevuti dall’onorevole Carla Castellani, da Marcello Cocciolito, da Piero Romanelli, Berardo Rabbuffo e da altri esponenti del partito.

“Altra amarezza – aggiunge – è la constatazione che c’è ancora qualche sciocco che, probabilmente per avversione personale o politica, ancora cerca di riesumare fantasmi ormai spazzati via dalle uniche persone che hanno il potere di dire se uno è onesto o corrotto: i giudici. Spero di riuscire, un giorno, a far si che nessuno possa insinuare anche solo un dubbio sulla mia rettitudine, ma se ne rimanesse anche solo uno, desidererei che le cose mi venissero dette in faccia”.

Sulla sua esperienza giudiziaria e sul difficile periodo della carcerazione Lattanzi sta scrivendo un libro che sarà pronto ad inizio 2013. “Ho deciso che farò omaggio del libro a tutte le famiglie di Martinsicuro. Tutto questo – conclude – non perchè in cerca di biasimo o quant’altro, ma per far comprendere a tutti cosa si può subire a causa di persecuzioni di calunniatori e di errori giudiziari.

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