SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nessuno compra in Via Mentana. E nessuno di conseguenza vende. Colpa della movida selvaggia, che allontana i possibili acquirenti degli immobili della zona. Oltre al danno la beffa: come se non bastassero già le arrabbiature, le sfuriate e le notti insonni. Stavolta il guaio intacca direttamente il portafogli.

Mica roba da poco. Le abitazioni situate nel noto perimetro valgono il 40% in meno, a cui si somma il crollo legato alla crisi del mattone. Da 2500-3000 euro al metro quadrato, si è passati a non più di 1800 euro, facendo riferimento alle sole strutture datate. Discorso leggermente diverso per le costruzioni nuove di zecca, che però obiettivamente non saltano alla luce nemmeno col binocolo.

Il dramma è concreto ed è svelato da eloquenti retroscena: “Abbiamo ricevuto dagli abitanti varie richieste di stime, ante e post problema”, confessa Gianni Spina dell’Agenzia Immobiliare Spina&Marchei. Prova di un’ipotesi di class-action contro il Comune sempre più probabile, per dimostrare il deprezzamento subìto gradualmente dai beni in questione. “L’emergenza è seria, una battaglia legale in merito potrebbe riscuotere successo. Parliamoci chiaro: attualmente quelle persone si ritrovano nelle mani le chiavi di una casa dove non si può dormire”.

I cartelli Vendesi sono appesi ovunque da quasi due anni, tuttavia lì rimangono. In fondo, una dimora che tale non è, chi la rileverebbe? Inoltre, Via Mentana non è mai stata un punto di grosso valore. “Pur essendo una strada a due passi dal centro, non piace”, garantiscono gli addetti ai lavori.

Baccano, minacce, orinatoi a cielo aperto. I residenti si sentono in ostaggio, privi di chance. Una probabilmente esiste ed ingloba il concetto di lungimiranza. Che però non contempla guadagni: ossia comprare un appartamento ora e goderne tra due-tre anni. Magari la moda passa, così come accadde nei casi del “Central Perk” prima e del “Florentia” poi.

Antonio Macherozzi di Case&Co rincara la dose, ammettendo che pure gli affitti risultano bloccati: “Non siamo riusciti a siglare alcun accordo. Persino chi arriva da fuori città apprende immediatamente del fenomeno e fugge. La domanda è pochissima, l’offerta è tanta. Il centro sta diventando uno schifo, il Comune dovrebbe intervenire con urgenza”.

Il dibattito, condito da immancabili diverbi, si è spostato in Rete. Il primo aprile è infatti nato su Facebook il gruppo “Riprendiamoci Via Mentana”. I promotori puntano il dito contro le forze dell’ordine e l’amministrazione Gaspari: “Questi posti un tempo erano ambitissimi, gli investimenti venivano considerati sicuri. Qui regna l’anarchia totale, chi verrebbe a viverci? Paghiamo puntualmente l’Imu e prossimamente la Tares, eppure di noi il Comune si è dimenticato, il degrado e la sporcizia dominano”.

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