SAN BENEDETTO – Un nuovo regolamento per i locali, per limitare gli effetti negativi della movida notturna. Questo è stato il focus della  Commissione consiliare (Sviluppo economico, commercio e Politiche del Turismo),  convocata per venerdì 19 aprile in Sala Consiliare.
A causa delle dimissioni di Fabrizio Capriotti dalla carica di presidente, si è proceduto  a votazione segreta,  per eleggere un nuovo consigliere per ricoprire tale incarico.  La Consigliera Elena Piunti,  eletta con la maggioranza dei voti, diventa la nuova presidente della III Commissione .

L’altro punto all’ordine del giorno era la  “Valutazione della bozza di regolamento per la convivenza tra le funzioni residenziali, le attività degli esercizi commerciali, artigianali alimentari, dei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e di svago”

«Gli esercenti dovranno adottare tutte le misure idonee per cercare di attenuare i fenomeni di degrado di disturbo della quiete pubblica– spiega l’assessore al commercio Laura Camaioni cercando di mantenere la pulizia all’esterno del del del proprio locale,  fornendo contenitori  dei rifiuti, posaceneri  e quant’altro, cercando di mitigare il rumore e il disturbo soprattutto nelle nelle ore notturne, sgombrando entro la chiusura dell’esercizio l’area del dehor e vigilando insomma sia per quanto riguarda il discorso degli assembramenti sia all’interno, sia all’esterno dei locali cercando di evitare problematiche di mala-movida. Questo regolamento è un po’ un un riassunto della delle varie ordinanze che si sono succedute durante durante questi anni. »

La vendita per asporto di alcolici è vietata dalle 21:30 alle 6:00 del mattino. Questo riguarda anche gli esercizi artigianali come pizzerie, gelaterie e simili. Il regolamento prevede inoltre  che i gestori dei locali debbano adottare misure per limitare il rumore e il disturbo durante la diffusione di musica dal vivo e tenere i volumi sotto una certa soglia, soprattutto nelle ore notturne. È prevista una premialità per  i locali virtuosi.

Molte le perplessità riscontrate dai consiglieri e dei rappresentanti di categoria invitati ad intervenire nel dibattito, a cominciare dal fatto che non è possibile individuare la distanza dal locale entro la quale gli esercenti dovrebbero essere responsabili, dato che spesso ci sono locali vicini. Altri dubbi sono suscitati da quali criteri oggettivi possano essere utilizzati per individuare i locali virtuosi, non essendo sufficiente la “non segnalazione” da parte dei cittadini. Fa discutere anche l’orario di vendita per le bottiglie da asporto, reputato troppo restrittivo soprattutto nella stagione turistica. Si invocano più controlli da parte delle autorità preposte  e più assunzioni nel corpo di polizia locale, invece che scaricare tutte le responsabilità sugli esercenti.