SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Evitare nuovi strappi plateali. La tormentata delibera sul distributore di benzina da far sorgere lungo Viale dello Sport non tornerà in Consiglio Comunale, né il 27, né mai. E’ questa l’ultima decisione in ordine di tempo presa dal sindaco Gaspari, all’indomani della riunione di maggioranza di martedì sera. Un appuntamento a cui ha fatto seguito un ulteriore faccia a faccia, mercoledì in Municipio, con gli assessori e i capigruppo dei partiti di centrosinistra. Tutti concordi a non bissare in pubblico i dissapori del novembre scorso, quando davanti a tutti maturò lo strappo tra il primo cittadino e Loredana Emili.

E’ l’ennesimo colpo di scena in una vicenda su cui pare impossibile mettere la parola fine. Gaspari è stato convinto dalla sua squadra a riesaminare il documento in giunta, allontanando così ulteriori dissapori e tempistiche che si rivelerebbero eterne.

Un testo rinnovato, privo della dicitura ‘no-logo’, azzererebbe al contempo le contestazioni arrivate dall’Eni e dalla Erg. Tutto è ancora in alto mare, tra perplessità e consultazioni in atto, tuttavia il sindaco è convinto di poter correggere la delibera rapidamente, bypassando il voto dell’assise.

La palla passa adesso ai dissidenti Emili e Pezzuoli, che sembrano intenzionati a perseguire la strada del ricorso alla Corte dei Conti. E il Bilancio di Previsione? Lo smacco subìto potrebbe spingerli definitivamente verso l’astensione.

Sorpreso dal dietrofront il Popolo della Libertà. “Aspettavamo il Consiglio per dire la nostra sull’argomento”, afferma Andrea Asssenti. “Quest’amministrazione non esprime atti da un pezzo, l’unico emerso è la spaccatura tra Gaspari e la stessa Emili. Per il resto, niente”.

Il coordinatore provinciale dei berlusconiani non fa pronostici. Eppure è convinto le elezioni nazionali del prossimo week-end possano mutare il destino della Riviera. Una mancata conferma di Amedeo Ciccanti in Parlamento ridisegnerebbe tutti gli scenari, compreso quello sambenedettese: “Quando un partito non vede riconosciuto il proprio lavoro, il peso viene rivalutato. Trovo comunque improbabile che Domenico Pellei si discosti dalla linea dell’onorevole”. Differente invece il pensiero su Marco Calvaresi: “Le sue criticità sono emerse. Per uno che ambiva a fare il sindaco non è edificante astenersi e trincerarsi sempre dietro il ruolo istituzionale”.

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