SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Si è svolta sabato scorso, presso la sede della Fondazione Libero Bizzarri, nel quartiere Agraria di San Benedetto, la prima assemblea locale del movimento in fase di costruzione “Cambiare si può“. Un’aggregazione composta da persone del panorama politico e della società civile che si prefigge lo scopo di presentare una lista di sinistra alternativa sia alla coalizione Pd- Sel e che al Movimento 5 stelle alle politiche 2013, originata da un manifesto presentato da elementi di spicco del panorama culturale e politico nazionale battezzato “Cambiare si può. Noi ci siamo.”

Il dibattito si è incentrato attorno ai temi odierni della politica e dell’economia per un superamento dell’attuale crisi, dei problemi creati dal libero mercato e di come ripianare il debito pubblico.

Tra gli interventi che si sono susseguiti Fabrizio Leone, tra i promotori del comitato locale, ha sottolineato che “è necessario presentare una forza politica nuova agli elettori. Che abbia lo scopo di render note le cause di questa crisi che hanno origini nell’attuale sistema economico e di indicare una nuova strada ai giovani e alle persone a cui si vorrebbe far pagare una crisi che loro non hanno creato”.

Daniele Vespasiani, sambenedettese ricercatore all’Università di Siena in Economia politica, ha rimarcato che “è impellente far cambiare strada alla Bce affinché adotti una politica diversa e che blocchi la speculazione rendendo l’euro sovrano, e la si finisca con manovre recessive quali la tassazione spropositata dei ceti più deboli. Ma le speranze sono davvero ridotte al lumicino. C’è chi trae beneficio da questa situazione, in primis grandi banche e speculatori. Occorre fin da subito trovare una strada alternativa e che dia luogo a una politica espansiva in materia di lavoro per far ripartire l’economia. Mettendo in pratica inoltre una concezione diversa in materia di redistribuzione della ricchezza”.

Oltre all’economia non sono mancate appelli a favore della sostenibilità ambientale e a temi come la decrescita. Livio Oddi ha rimarcato “l’impossibilità che si possa far convivere la salvaguardia dell’ambiente e con gli odierni stili di vita fondati su un consumismo senza freni. Liberismo e natura non vanno d’accordo. Bisogna iniziare a pensare a nuovi modelli fondati sulla decrescita, con maggior attenzione a cosa si produce e come lo si produce”.

Un po’ autocritico l’ex consigliere regionale e deputato di Rifondazione Comunista Andrea Ricci: “Non mi interessa ripetere quegli errori né accettare candidature che arrivino dall’alto: a quel punto mi tirerei fuori. Mi interessa invece un movimento dal basso come quello di questa sera. E aggiungo: io sono stato sempre un convinto europeista, ma a vedere come viene utilizzato l’euro oggi, devo dire che è necessario abbandonare questa moneta. Altro discorso, invece, per il mercato comune”.

Presente in sala anche il portavoce nazionale della Federazione della Sinistra, Massimo Rossi, che ha manifestato “grande interesse per questa assemblea autoconvocata, sinonimo che c’è una vera voglia di cambiare da parte delle persone. Le quali non accettano l’idea che organi transnazionali abbiano decretato che saranno loro a pagare un debito che non hanno creato. E per questo svendono welfare, servizi, beni pubblici come la scuola a privati, e peggiorano le condizioni lavorative. Speriamo di costruire qualcosa di veramente partecipato affinché questo movimento possa presentarsi come ottima alternativa a quanto stiamo assistendo”.

Sabato 1 dicembre ci sarà la prima assemblea nazionale presso il teatro Vittoria a Roma dove verranno discusse le basi per verificare la concreta possibilità di presentare una lista unitaria alle prossime politiche.

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