TERAMO – Le dichiarazioni dell’assessore provinciale all’Ambiente Francesco Marconi sulla sua proprietà dell’1,5% di quote della Sagitta Bio, società che opera nel campo delle energie rinnovabili, hanno scatenato numerose reazioni politiche.

La vicenda, che si è palesata nell’ambito della realizzazione dell’impianto a biomasse a Colonnella ad opera della Sagitta Immobiliare, ha portato l’assessore anche a sostenere: “Io in quella società ci ho messo nome e cognome. Qualche altro politico, che forse cavalca questa vicenda per rifarsi una verginità politica, ha pensato bene di infilarci i nomi di qualche parente, magari una suocera o moglie”. Un’affermazione al vetriolo che ha portato a diverse considerazioni, tra cui quella del consigliere provinciale Indipendente Riccardo Mercante: “Le ammissioni dell’assessore all’ambiente Marconi, colto con la pistola fumante sulla sua partecipazione personale al capitale della società coinvolta nella nascente centrale a biomasse a Colonnella, sono semplicemente sconcertanti. Altro che strumentalizzazioni!!! Con estrema disinvoltura dichiara: “Sto predicando, dunque, interventi di questo genere, ed è chiaro che deve esserci un filo logico poi con quello che faccio. Se l’obiettivo delle sue affermazioni – prosegue Mercante – era di fugare i dubbi dei suoi comportamenti personali, potremmo dire che è riuscito a centrarlo in pieno. Adesso è chiaro a tutti che l’assessore provinciale disconosce il significato di conflitto d’interesse e quello dell’etica nell’amministrazione della cosa pubblica, ma conosce bene il filo logico del business e quello che lega la politica con gli affari. D’altronde c’era da aspettarselo vista la focosità con cui bocciò nel marzo 2011 lo stop ai termovalorizzatori proposto in consiglio provinciale dal sottoscritto. L’assessore quando dichiara che l’opera non gode di finanziamenti pubblici fa un’affermazione gravissima che palesa incompetenza a pensar bene o sfacciataggine e presa per i fondelli nelle altre, perché anche le centrali a biomasse godono di tariffe incentivanti finanziate dalle nostre bollette energetiche per ben 15 anni. Di soldi pubblici si tratta.
Infine, resta da capire quali siano a suo dire le personalità politiche locali con le mani nella marmellata che hanno inserito suocere e mogli nella suddetta società o che magari si sono costituiti la propria società per accaparrarsi gli incentivi pubblici. All’assessore Marconi per salvaguardare la propria reputazione non resta che scegliere fra due strade: la prima è di completare la sua denuncia pubblica facendo nomi e cognomi dei politici “sempreverdi” coinvolti; la seconda è quella di dimettersi”.

Critiche arrivano anche da Fabrizio Di Bonaventura, coordinatore dei circoli Pd della Val Vibrata. “Siamo di fronte ad un enorme conflitto di interessi – afferma – e, da un punto di vista etico, ad un problema grosso come una casa. Non è possibile essere allo stesso tempo controllato e controllore. Se l’assessore Marconi crede così tanto nelle opportunità che offrono le energie rinnovabili si dimetta e investa i suoi soldi come meglio crede”.

Richiesta di dimissioni anche da parte di Robert Verrocchio, segretario provinciale del Pd. “Se crede così tanto nella trasparenza avrebbe dovuto comunicare prima che possedeva quote in società che operano nelle energie rinnovabili, e in nome di una correttezza che storicamente non appartiene al Pdl vendere le sue quote societarie una volta diventato assessore all’Ambiente. Un amministratore pubblico deve essere al di sopra di ogni sospetto. Qua nessuno è fesso. Io non ci sto a sentirmi dire che l’assessorato provinciale c’entra poco o nulla con le autorizzazioni. Se così fosse, non si capisce perché occupa quell’ufficio, oppure dobbiamo pensare che in tutte le conferenze stampa avvenute per presentare i successi della Provincia Marconi si sia preso meriti altrui. Le sue dichiarazioni sono uno dei motivi per cui le persone non credono più nella funzione delle province. L’assessorato all’Ambiente è responsabile del Piano Energetico Provinciale, dunque valuta se un progetto rientra o meno all’interno della programmazione. Il fatto che Marconi dica che non ha avuto alcun ruolo nell’approvazione del progetto è proprio il motivo per cui dovrebbe dimettersi. Io pretendo un assessore che abbia un ruolo e che faccia sentire la sua voce per capire se ciò che viene fatto va nell’interesse del territorio, e non voglio un amministratore che sta zitto per timore dei suoi conflitti di interesse. Marconi denunci pure chi sono quei politici che avrebbero parenti nelle società. Noi non abbiamo alcun timore. Nella questione della centrale biomasse di Colonnella stiamo assistendo ad uno scaricabarile indecente. Se si ritiene che quella centrale sia un bene per il territorio, qualcuno se ne assuma la responsabilità e venga ad esporre, legittimamente, le sue ragioni di fronte ai cittadini. Il Pd non è contrario a priori alle centrali a biomasse. A noi piace leggere le carte e poi valutare se e come un progetto va ad incidere sul territorio. Per questo ci sarebbe piaciuto che il centrodestra avesse organizzato, mesi addietro, un momento di confronto piuttosto che far calare questo annuncio dall’alto. Noi continueremo a vigilare e voler capire se quel progetto riuscirà ad avere risvolti positivi per il territorio della Vibrata”.

 

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